PalaOrlandi fuori dal documento unico di programmazione, ma il Comune va avanti: c’è già il business plan

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Il PalaOrlandi esce dal Documento unico di programmazione, ma il dossier resta tutt’altro che chiuso. Il Comune ha già effettuato sopralluoghi e verifiche tecniche, dispone di una prima valutazione economica e ha elaborato persino un business plan sulla possibile gestione del complesso. A rivelarlo in consiglio comunale è il sindaco Nicoletta Fabio, che mette un punto fermo: “Continueremo ad approfondire questa possibilità”.

La risposta arriva durante l’interrogazione urgente presentata dal consigliere Pd Alessandro Masi. Fabio conferma che l’eventuale acquisizione non sarà contenuta nella modifica al DUP sottoposta al Consiglio, ma chiarisce che l’ipotesi resta aperta. “Nessuna decisione definitiva è stata assunta o verrà assunta oggi”, spiega.

Il lavoro degli uffici, però, è già andato avanti. “Dalle valutazioni effettuate la struttura risulta idonea alle attività a cui è destinata e in discreto stato di conservazione”, afferma Fabio. Anche il valore di mercato individuato nelle valutazioni preliminari risulterebbe “congruo rispetto al corrispettivo ipotizzato per l’operazione”.

C’è poi il capitolo gestione. Il complesso non comprende soltanto il palazzetto, ma anche un’area bar e ristoro e porzioni immobiliari a uso abitativo e non abitativo, molte delle quali già locate. Il Comune ipotizza una concessione della struttura e, secondo Fabio, il business plan elaborato dagli uffici “fornisce elementi positivi che meritano di essere approfonditi anche dal punto di vista della sostenibilità economica”.

Il sindaco insiste soprattutto sulla funzione sociale del Costone, che conta oltre 400 tesserati e 60 iscritti al baskin. “Non abbiamo guardato soltanto ai metri quadrati di un edificio. Abbiamo guardato anche a un presidio di aggregazione giovanile, inclusione, socialità e sostegno alle famiglie”. E precisa: “Per me questa operazione ha soprattutto un valore sociale. La questione sportiva in senso strettamente agonistico viene dopo”.

Masi prende atto delle informazioni, ma concentra la critica sul metodo. “Sono sicuramente soddisfatto dell’illustrazione di tanti dati che diventano oggi, per la prima volta, patrimonio comune di tutto il Consiglio comunale”, afferma, dichiarandosi però “assolutamente insoddisfatto” per la mancata condivisione preventiva con Consiglio e Commissioni.

Il consigliere Pd non chiude la porta all’operazione: “Il Costone è una realtà e un valore per la città, oltre che un valore sociale”. Ma chiede che l’eventuale percorso riparta con un metodo diverso: “I passaggi devono essere fatti, il confronto deve essere garantito”.

MC