Dopo aver studiato per decenni come parlano gli uomini e, più recentemente, come dialogano con le macchine, l’Università di Siena prova ad ascoltare balene, piante e animali. Nel corso di laurea magistrale in Strategie e Tecniche della Comunicazione debutta il Laboratorio di Comunicazione Multispecie, dedicato ai segnali scambiati tra esseri viventi e al modo in cui l’uomo li interpreta e li racconta. Secondo l’Ateneo, è il primo insegnamento di questo tipo inserito in un corso di laurea in comunicazione in Italia.
Il laboratorio sarà obbligatorio per gli studenti del primo anno a partire dal primo semestre dell’anno accademico 2026-2027. La lezione inaugurale, “Chi parla per le balene? Tre modi di far parlare gli animali”, è in programma lunedì 23 novembre alle 16.15, nell’aula 356 del complesso universitario San Niccolò.
Il punto di partenza è allargare i confini tradizionali degli studi sulla comunicazione. Le piante, ad esempio, possono reagire alla presenza di insetti rilasciando composti volatili che inducono quelle vicine a rafforzare le proprie difese. I capodogli utilizzano sequenze di click che i ricercatori stanno cercando di decifrare anche attraverso l’intelligenza artificiale, mentre il rumore prodotto dalle navi può interferire con i richiami dei cetacei.
“Siamo una specie comunicante tra molte altre, e forse nemmeno la più attenta”, spiega Tiziano Bonini, sociologo della comunicazione e coordinatore del laboratorio. Per Bonini imparare a leggere questi fenomeni può diventare una competenza anche per chi si occuperà di comunicazione ambientale, giornalismo scientifico e politiche pubbliche.
Il programma spazierà dalla comunicazione chimica delle piante alla bioacustica marina, fino alla semiotica e al more-than-human design. Tra i casi studiati ci sarà anche quello del cavallo Hans, diventato celebre all’inizio del Novecento per le sue apparenti capacità matematiche. Lo psicologo Oskar Pfungst dimostrò che l’animale rispondeva in realtà a impercettibili segnali involontari delle persone che lo interrogavano: un esempio utilizzato per imparare a distinguere le evidenze scientifiche dalle interpretazioni umane del comportamento animale.
Alle lezioni parteciperanno studiosi di discipline diverse: oltre a Bonini, il botanico Giampiero Cai, l’ecologa Letizia Marsili, la psicologa della percezione Giulia Parovel, i semiologi Tarcisio Lancioni e Beatrice Vanacore e la designer Patrizia Marti.