PalaOrlandi, Lojudice: “Spero si riesca a dargli un futuro”

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Il PalaOrlandi resta fuori dal documento unico di programmazione, ma dalla Chiesa senese arriva l’auspicio che per il palazzetto si riesca comunque a trovare un futuro. Poco prima del Consiglio comunale, il cardinale Augusto Paolo Lojudice interviene sulla vicenda e guarda con favore alla possibilità di portare a termine un percorso che consenta di salvaguardare la struttura di Montarioso.

“Come Diocesi e come parrocchia del Duomo, che è proprietaria del terreno del Costone, speriamo che si riesca a dare un futuro a questa realtà – spiega l’arcivescovo –. Sarebbe bello e penso anche opportuno”.

Il cardinale ricorda le difficoltà incontrate dall’associazione proprietaria della struttura e il successivo interessamento di Palazzo Pubblico. “Purtroppo l’associazione che detiene la struttura e ne ha la proprietà ha avuto molte difficoltà nel portare avanti tutto l’insieme. Devo dire che il Comune è intervenuto con questa proposta e la sindaca in persona si è proposta, con il Comune, come soggetto che poteva procedere all’acquisto”.

Lojudice non entra invece nel confronto politico che si è aperto attorno all’operazione: “Il resto riguarda elementi di natura politica, che spero possano essere affrontati e superati nella maniera migliore, affinché questo percorso possa avere un buon esito”.

Il cardinale interverrà oggi in consiglio comunale nell’ambito delle celebrazioni dedicate a San Francesco. Al centro del suo intervento ci sarà l’attualità della figura del santo a ottocento anni dalla morte, non soltanto sotto il profilo religioso.

“Parlerò della figura di Francesco, della sua importanza anche dal punto di vista dei valori civili ed etici e quindi della trasversalità e dell’attualità della sua figura, nonostante siano passati ormai otto secoli”.

Un passaggio sarà dedicato anche al suo ruolo di patrono d’Italia. “Non dobbiamo dimenticare che i patroni d’Italia sono due: Francesco e Caterina”, sottolinea Lojudice.

Ma il cardinale invita soprattutto a non separare i temi oggi associati a San Francesco dalla loro origine spirituale. “Non dobbiamo mai perdere di vista l’essenziale: Francesco era un uomo di fede, un uomo di Dio, un uomo che ha creduto profondamente dopo la sua conversione. Da qui derivano tutte le altre conseguenze”.

Anche il rapporto con la natura e l’attenzione all’ambiente, conclude Lojudice, vanno letti partendo da questa radice: “Possiamo legare la sua figura anche a tanti altri temi, come l’ecologia e la natura, ma tutto parte da questo profondissimo legame con Dio”.

MC