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“Remigriamo i fascisti nelle fogne”: protesta a Siena dopo la diffusione delle chat naziste

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“Fascisti carogne. Remigriamoli nelle fogne”. È uno degli striscioni esposti questo pomeriggio in piazza Salimbeni durante il presidio organizzato da Link Siena e dal collettivo Jama’a contro quella che viene definita la “normalizzazione del fascismo” in città.

All’iniziativa hanno partecipato circa cento persone, a pochi giorni dalla diffusione dei dettagli dell’operazione “Format18”, l’indagine che ha portato alla denuncia di tredici minorenni senesi. I ragazzi sono indagati, a vario titolo, per detenzione illegale di armi, propaganda di idee fondate sull’odio razziale ed etnico, apologia di fascismo e nazismo, oltre che per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

 

 

“Fa impressione vedere le immagini emerse in questi giorni: minorenni, spesso provenienti da famiglie benestanti, che condividono contenuti legati a Hitler, alla violenza e alla pornografia”, ha spiegato Francesca Parri di Link Siena. “Ma non crediamo si tratti di episodi isolati. È il frutto di anni di propaganda e criminalizzazione delle persone straniere ed extracomunitarie, spesso dipinte come nemici”.

Secondo gli organizzatori, alla base del fenomeno ci sarebbero anche la mancanza di spazi sociali e culturali per i giovani e l’assenza di strumenti educativi adeguati per affrontare il tema dei social network e delle derive estremiste online.

“Sicuramente questi ragazzi subiranno conseguenze sul piano legale, ma questo da solo non basta – ha aggiunto Parri –. Senza interventi strutturali il rischio è quello di alimentare ulteriore rabbia e radicalizzazione”.

Dal presidio è intervenuta anche la segretaria della Cgil Siena, Alice D’Ercole: “Non sono ragazzate. Sono fatti che devono interrogare istituzioni, scuola e società civile. Il fascismo non è un’opinione, è un crimine”.

MC