Una donna capace di parlare ai papi e ai re, di sfidare le convenzioni del proprio tempo e di lasciare un’impronta indelebile nella storia della Chiesa e nell’identità di Siena. Santa Caterina torna protagonista nella sua città attraverso gli occhi dei grandi artisti. Dal 28 novembre al 30 marzo 2027 il Santa Maria della Scala ospiterà la mostra internazionale “Santa Caterina da Siena. Estasi e ardore”, presentata a Roma, al Ministero della Cultura, e insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica.
Oltre sessanta opere tra dipinti, sculture, disegni, incisioni e libri a stampa ripercorreranno l’evoluzione dell’immagine della santa tra la Controriforma e il Seicento, attraverso sei sezioni che intrecciano arte, spiritualità e storia.
Caterina non fu soltanto una mistica. Seppe unire contemplazione e azione, fede e responsabilità pubblica, diventando una voce autorevole anche nelle vicende politiche e religiose del suo tempo. Le sue visioni, le stimmate e il rapporto profondo con la Passione di Cristo hanno alimentato per secoli l’immaginazione degli artisti, dando vita a rappresentazioni capaci di attraversare epoche e linguaggi differenti.
Il percorso, curato da Alessandro Angelini, Gabriele Fattorini e Michele Maccherini, riunisce opere di Francesco Vanni, figura centrale nell’iconografia cateriniana, Ventura Salimbeni, Alessandro Casolani, Francesco Rustici, Rutilio Manetti e Raffaello Vanni. L’allestimento è stato curato da Opera Laboratori.
“Questa mostra non restituisce soltanto alla città una delle sue figure più alte, ma anche la possibilità di riconsiderare Siena come uno spazio in cui patrimonio artistico, memoria religiosa e identità civile continuano a parlarsi”, ha dichiarato il sindaco Nicoletta Fabio.
Per il cardinale Augusto Paolo Lojudice, Caterina è “una donna che ha saputo parlare ai papi e ai re con una dialettica straordinariamente moderna”. Una figura, ha sottolineato, i cui insegnamenti continuano a interrogare il rapporto tra fede e società.
“Per secoli gli artisti hanno cercato di raffigurare ciò che lei aveva visto a occhi chiusi”, ha ricordato Cristiano Leone, presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, organizzatrice dell’iniziativa.
La scelta della sede assume un valore particolare: proprio nell’antico ospedale Caterina prestava assistenza ai malati e, nei livelli inferiori del complesso, si conserva ancora la piccola cella nella quale riposava.
La mostra non resterà confinata nelle sale del museo. Un itinerario diffuso accompagnerà i visitatori nei luoghi cateriniani della città, dalla Basilica di San Domenico agli oratori di Fontebranda, fino alla Cappella Chigi nel Duomo. Previsti anche percorsi turistici dedicati e un catalogo scientifico edito da Sillabe.
Un viaggio nell’arte e nella spiritualità che restituisce a Siena una delle sue figure più universali, raccontando come il volto di Caterina sia cambiato nei secoli senza perdere la propria forza.