Mps: inizia la settimana decisiva, i sindacati chiamano Siena in piazza il 29 ottobre

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Siena si prepara a scendere in piazza per il futuro del Monte dei Paschi. Giovedì 29 ottobre, alle 9.30, Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un sit-in davanti alla sede della banca in viale Mazzini, in concomitanza con l’assemblea degli azionisti chiamata a pronunciarsi sul progetto industriale dell’attuale governance. La manifestazione, intitolata “Monte dei Paschi è Siena!”, arriva al termine di giorni segnati da tensioni tra Fondazione Mps, vertici bancari e grandi azionisti, mentre resta aperta la partita con Intesa Sanpaolo.

A promuovere la mobilitazione sono i rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Alice D’Ercole, Riccardo Pucci e Massimo Martini, che chiedono garanzie per l’occupazione, il mantenimento delle funzioni direzionali e l’integrità del gruppo bancario.

“MPS non è soltanto una banca, rappresenta un pezzo fondamentale del sistema economico e sociale del nostro territorio”, dichiarano i sindacalisti, sottolineando che la protesta riguarda non soltanto i dipendenti diretti e dell’indotto, ma anche il futuro dei servizi bancari nei piccoli comuni e nelle aree interne.

La manifestazione arriva in una settimana decisiva. Il 23 ottobre la Deputazione Generale della Fondazione Monte dei Paschi ha approvato all’unanimità un indirizzo favorevole al progetto industriale dell’attuale governance della banca, riconoscendone il valore per la salvaguardia dell’indipendenza strategica, dell’identità del Monte e dell’occupazione a Siena.

Una posizione che ha assunto particolare rilievo dopo le dichiarazioni del presidente della Fondazione, Riccardo Coppini, favorevole personalmente all’Opas promossa da Intesa Sanpaolo. L’organo di indirizzo ha tuttavia lasciato aperta la possibilità di valutare operazioni straordinarie esterne qualora l’assemblea degli azionisti impedisse l’avvio del progetto attuale.

Il prossimo passaggio è atteso per mercoledì 28 ottobre, quando la Deputazione Amministratrice della Fondazione dovrà definire la propria posizione in vista dell’assemblea del giorno successivo.

Intanto, il confronto politico si è acceso. Il Movimento 5 Stelle senese, attraverso il coordinatore provinciale Alessandro Fanetti, ha interpretato la decisione della Deputazione Generale come una sconfessione di Coppini, chiedendone le dimissioni immediate dalla presidenza della Fondazione. Il M5S ha inoltre annunciato la propria partecipazione alla manifestazione del 29 ottobre.

Sul fronte degli azionisti, un ulteriore elemento di incertezza è arrivato dalla posizione di Norges, investitore che detiene il 2,9% del capitale Mps. Secondo quanto riferito dall’AGI, il fondo si è espresso contro la fusione tra Monte dei Paschi e Mediobanca e contro le due offerte su Banco Bpm e Banca Generali, operazioni centrali nel progetto sostenuto dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Resta aperta anche la partita dell’Opas di Intesa Sanpaolo. Il presidente dell’Antitrust, Saverio Valentino, ha richiamato la necessità di misure correttive per evitare che l’eventuale partecipazione indiretta del gruppo guidato da Carlo Messina in Generali possa influenzare la concorrenza nel settore assicurativo. L’istruttoria dell’Autorità dovrà concludersi entro il 30 novembre.

In questo scenario, i sindacati chiedono che le scelte degli azionisti tengano conto delle conseguenze economiche e sociali sul territorio senese.

“Il tempo dell’attesa è esaurito”, affermano D’Ercole, Pucci e Martini, richiamando una stima della Camera di Commercio secondo cui gli scenari più critici potrebbero determinare una contrazione fino a dieci punti percentuali del Pil provinciale.

Per le tre sigle, la posta in gioco va oltre i posti di lavoro: riguarda la capacità del sistema bancario di sostenere imprese, famiglie e piccoli risparmiatori, oltre alla permanenza sul territorio delle professionalità e delle funzioni strategiche del Monte.

Da qui l’invito rivolto a istituzioni, categorie economiche e forze politiche a partecipare al presidio di giovedì.

“Abbiamo deciso di promuovere questo sit-in in occasione dell’Assemblea dei soci per richiamare tutti alla responsabilità sociale delle scelte che saranno chiamati a fare”, concludono i sindacati.