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Tra guerre e divisioni, l’Europa si rilancia con il biotech. Rappuoli: “È la nostra arma. E Siena è protagonista”

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Mentre l’Europa arranca tra divisioni politiche e strategie spesso frammentate, sul fronte delle biotecnologie e della risposta alle pandemie qualcosa si muove in direzione opposta. “Forse siamo uno dei pochi settori in cui l’Europa riesce davvero a lavorare unita”, dice il direttore scientifico del Biotecnopolo Rino Rappuoli. E proprio da Siena passa oggi uno dei principali tentativi europei di costruire una rete comune contro pandemie, superbatteri e nuovi virus emergenti come Ebola e Hantavirus.

Le dichiarazioni sono arrivate durante il terzo appuntamento del ciclo “Orizzonti”, promosso dalla delegazione di Siena di Confindustria Toscana Sud, che ha ospitato i vertici della Fondazione Biotecnopolo per fare il punto sulle attività in corso e sugli sviluppi futuri della realtà senese.

Rappuoli ha spiegato come il Biotecnopolo stia assumendo un ruolo sempre più centrale nel coordinamento europeo della ricerca sanitaria. “Appena sono emerse le emergenze Ebola e Hantavirus abbiamo attivato il sistema dell’European Vaccine Hub. Abbiamo individuato in Europa diversi gruppi che avevano competenze e progetti interessanti, ma che non erano mai stati messi in rete. Noi li abbiamo collegati”.

Negli ultimi giorni il Biotecnopolo ha inviato nuove proposte progettuali all’Europa proprio su Ebola e Hantavirus. “Stiamo lavorando per costruire programmi europei che abbiano una rilevanza nazionale e mondiale anche su questi fronti”, ha sottolineato Rappuoli.

A fare il punto sul percorso di crescita della Fondazione è stato anche il direttore generale Gianluca Polifrone. “Abbiamo iniziato questo percorso ormai due anni fa. Ci siamo strutturati, abbiamo acquisito la sede e stiamo continuando il piano di assunzioni”, ha spiegato.

Polifrone ha evidenziato il valore strategico dell’European Vaccine Hub, il programma europeo coordinato proprio da Siena insieme a Francia, Germania, Norvegia, Olanda e Belgio. “L’Europa, su questi temi, sta dimostrando di saper fare sistema. Non è un risultato da sottovalutare essere riusciti a portare a Siena e in Italia il coordinamento di un progetto europeo così importante”.

Il direttore generale ha poi sottolineato come oggi la ricerca rappresenti non solo una questione sanitaria ma anche industriale. “Il nostro obiettivo è valorizzare la ricerca pubblica che però deve inevitabilmente collegarsi al mondo industriale. Le partnership pubblico-private sono fondamentali”.

Tra i progetti più avanzati citati da Polifrone c’è anche quello sulla Klebsiella sviluppato insieme al professor Falcone. “Stiamo progettando di arrivare presto alla fase clinica”, ha spiegato, ricordando anche gli altri programmi dedicati al mondo delle malattie infettive.

“C’è ottimismo, c’è entusiasmo, soprattutto nei tanti giovani che abbiamo assunto”, ha concluso Polifrone, collegando il lavoro del Biotecnopolo anche al tema della formazione e del dottorato nazionale sviluppato insieme all’Università di Siena e ad altri atenei italiani.

Katiuscia Vaselli

Marco Crimi