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Vaccini anticancro, nuovi brevetti e ricercatori: l’impatto del Pnrr sulla ricerca universitaria, a Siena

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Ben 63 milioni di euro di finanziamenti ottenuti, di cui 24 milioni destinati a investimenti in laboratori e attrezzature tecnologiche e oltre 15 milioni per il reclutamento di più di 240 giovani ricercatori.

Sono alcuni dei numeri che raccontano l’impatto del Pnrr sull’Università di Siena. A pochi mesi dalla scadenza per la presentazione delle domande, fissata a fine febbraio 2026, l’Ateneo traccia un primo bilancio dei risultati raggiunti, nel corso di una giornata di approfondimento al Rettorato.

Da segnalare il valore dei progetti scientifici, che hanno spaziato in diversi settori — dalle scienze della vita all’agritech, fino alla robotica — e che hanno portato alla presentazione di quindici domande di brevetto.

 

 

Spiega Donata Medaglini, prorettrice dell’Università: “Tra gli esempi più significativi c’è un vaccino terapeutico autologo contro il cancro, pronto per entrare nella fase 1 di sperimentazione clinica, su cui insiste un brevetto. Ma anche lo sviluppo di biomarcatori basati su microRNA circolanti, capaci di prevedere la risposta alla terapia e l’evoluzione della malattia nel diabete di tipo 1. In questo ambito sono già state presentate tre domande di brevetto e avviata una start-up”.

C’è poi il tema dei ricercatori: 56 di loro sono a tempo determinato, una risorsa che l’Università non vuole e non può perdere. “Abbiamo formato competenze di altissimo livello – fa sapere il rettore Roberto Di Pietra-, persone con grande preparazione nei rispettivi settori. L’obiettivo è che trovino opportunità non solo nelle università italiane, ma anche nel sistema produttivo, soprattutto nei comparti farmaceutico e delle scienze della vita, dove queste professionalità possono essere pienamente valorizzate”.

Annunciato infine l’ospite per la cerimonia dell’anno accademico. Sarà il premio Nobel Giorgio Parisi

MC