Beko, il sindaco: “Con Leonardo una prospettiva importante per il futuro industriale di Siena”. Prudenti i sindacati nazionali

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Leonardo entra nel futuro possibile della Beko di Siena, ma l’entusiasmo per l’annuncio del ministro Adolfo Urso si scontra subito con la prudenza dei sindacati nazionali. Da una parte il Comune, che vede nell’interessamento del colosso italiano dell’aerospazio e della difesa una prospettiva concreta per rilanciare lo stabilimento di viale Toselli. Dall’altra Fim, Fiom, Uilm e Uglm, che chiedono di non confondere una manifestazione d’interesse con una reindustrializzazione già definita.

“Accogliamo con grande soddisfazione e fiducia le parole del ministro Adolfo Urso sulla disponibilità di Leonardo a contribuire alla reindustrializzazione dell’ex stabilimento Beko di Siena. È una notizia di grande rilevanza, che apre prospettive importanti per i lavoratori e per il futuro produttivo della nostra città”, afferma il primo cittadino Nicoletta Fabio.

Per il sindaco, l’annuncio conferma la validità del percorso seguito dall’amministrazione comunale insieme al Governo e a Invitalia.

“Fin dall’inizio abbiamo creduto con determinazione nella possibilità di restituire un futuro industriale allo stabilimento di viale Toselli, lavorando in stretta sinergia con il Governo e Invitalia. La scelta, allora tutt’altro che scontata, di acquisire l’immobile attraverso Sviluppo Industriale Siena si conferma oggi strategica”.

Fabio ringrazia il ministro Urso e il governo Meloni per l’attenzione alla vertenza, ma riconosce che il progetto necessita ancora di approfondimenti. “Siamo consapevoli che il percorso richiederà molte verifiche, diversi passaggi e necessari approfondimenti ma oggi possiamo guardare al futuro con rinnovata fiducia”.

Il sindaco chiama in causa anche la Regione Toscana, auspicando un impegno sulla formazione delle maestranze in funzione delle esigenze del futuro progetto industriale. L’obiettivo, sottolinea, è restituire alla città non soltanto uno stabilimento aperto, ma un polo produttivo capace di generare occupazione, innovazione e sviluppo.

Di segno più prudente la posizione delle organizzazioni sindacali nazionali, che chiedono al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un confronto specifico sulla situazione senese.

“Non è stata ancora individuata una precisa soluzione di reindustrializzazione, ma il ministro ha parlato di un interessamento di Leonardo”, precisano Fim, Fiom, Uilm e Uglm.

I sindacati ricordano le aspettative create in passato da ipotesi industriali che non si sono poi concretizzate e chiedono garanzie prima di parlare di svolta definitiva.

“Giacché troppe volte la soluzione per Siena è stata data per imminente sui giornali, ma poi smentita e procrastinata, chiediamo al Mimit una convocazione specifica per Siena, che chiarisca l’effettiva portata dell’interessamento di Leonardo”.

Una richiesta che riguarda la sostanza del possibile intervento: quali produzioni potrebbero arrivare nello stabilimento, quali investimenti sarebbero previsti e soprattutto quali prospettive occupazionali potrebbero essere garantite.

Le organizzazioni sindacali allargano infine il ragionamento all’intera vertenza Beko, lasciando aperta la possibilità di nuove iniziative di protesta.

“Da Siena al resto del gruppo troppe questioni restano in attesa di risposta, per cui consideriamo il tavolo di oggi solo sospeso e siamo pronti a nuove mobilitazioni dinanzi a ulteriori ritardi”.

All’incontro romano era presente anche il vicesindaco di Siena, Michele Capitani, che parla di “un altro importante passo per la reindustrializzazione e per dare a Siena una nuova opportunità occupazionale”. Il Comune, assicura, continuerà a lavorare insieme al Governo, a Invitalia, a Sviluppo Industriale Siena e alle parti sociali.

L’interessamento di Leonardo apre dunque una prospettiva nuova per viale Toselli, ma la distanza tra l’annuncio e un piano industriale resta ancora da colmare. È su questo passaggio che si concentrerà il prossimo confronto tra istituzioni, azienda e sindacati.