Beko, Leonardo verso Siena. I sindacati: “Giornata storica, ora servono garanzie”

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Per mesi la domanda è stata chi potesse salvare il futuro industriale della Beko di Siena. Adesso un nome c’è, ed è di quelli che pesano: Leonardo. L’interessamento del colosso italiano dell’aerospazio e della difesa alla reindustrializzazione dello stabilimento di viale Toselli, annunciato a sorpresa dal ministro Adolfo Urso al tavolo romano, cambia lo scenario della vertenza. I sindacati parlano di una possibile svolta storica, ma chiedono subito garanzie: quali produzioni arriveranno, quanti investimenti saranno messi sul tavolo e soprattutto quale futuro avranno i 299 lavoratori previsti dall’accordo, a fronte dei poco più di 140 attualmente rimasti nello stabilimento.

“È una giornata storica al Ministero, perché, un po’ a sorpresa, il ministro ha dichiarato che Leonardo è interessata alla reindustrializzazione del sito di Siena”, afferma Massimo Martini, coordinatore della Uil Siena, presente all’incontro a Roma.

Una notizia che ha sorpreso gli stessi rappresentanti dei lavoratori. “Abbiamo accolto con favore questa notizia, ma allo stesso tempo manteniamo cautela, perché dobbiamo capire che tipo di intervento Leonardo è pronta a realizzare e quali produzioni intende portare avanti”, aggiunge Martini. “Da tempo sosteniamo che, per rilanciare una produzione a Siena, servisse un’azienda grande e strutturata come Leonardo”.

“Giudichiamo importante la disponibilità del gruppo Leonardo annunciata dal Ministro Urso, ma chiediamo di verificarne subito la portata effettiva e a questo scoop di convocare un confronto specifico. Sarebbe imperdonabile alimentare illusioni”, ha successivamente scritto in una nota Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici, Lorenzo Fusco e Pieri Elisa, della Uilm Toscana Sud Est, insieme allo stesso Massimo Martini,

L’entusiasmo è condiviso dalla Fim Cisl, che nell’interessamento del gruppo vede una possibile risposta alla lunga incertezza sul futuro dello stabilimento senese.

“È ciò che auspicavamo”, dichiara Giuseppe Cesarano, segretario della Fim Cisl Siena. “Il ministro Urso ha confermato che c’è un interessamento importante di Leonardo, che ha quindi dato la propria disponibilità a reindustrializzare il sito di Siena. È l’azienda che può dare una svolta alla Siena manifatturiera”.

Per Cesarano, tra le possibili realtà industriali interessate al sito, Leonardo rappresenta la prospettiva più convincente. “Si è parlato anche di altri soggetti interessati, ma a questo punto credo che il nome giusto sia Leonardo”, sottolinea. E richiama immediatamente la questione occupazionale: “L’accordo prevede 299 lavoratori. Siena ha bisogno di un piano di sviluppo”.

Se Uil e Fim Cisl sottolineano soprattutto la portata dell’annuncio, la Fiom Cgil Toscana chiede di conoscere al più presto i contenuti concreti del possibile progetto.

“Vogliamo conoscere il tipo di produzioni che verranno realizzate nello stabilimento. Noi puntiamo naturalmente su attività duali, ma soprattutto su produzioni di natura civile da parte di Leonardo”, afferma il segretario Daniele Calosi.

Un punto che il sindacato considera strategico: il rilancio del sito senese non dovrebbe essere legato esclusivamente alle produzioni per la difesa, ma comprendere anche attività destinate al mercato civile e tecnologie utilizzabili in entrambi gli ambiti.

“Vogliamo inoltre capire l’entità economica dell’operazione e gli investimenti previsti, purché tutto questo avvenga senza ridurre le attività produttive di Leonardo negli altri stabilimenti della Toscana”, aggiunge Calosi.

La questione più delicata resta però il recupero dei posti di lavoro. Per la Fiom, l’eventuale reindustrializzazione dovrà garantire il ritorno ai livelli occupazionali previsti all’inizio della vertenza, senza limitarsi a mantenere una presenza produttiva ridotta.

“Ministero, Leonardo e Beko dovranno garantire il ritorno al perimetro occupazionale precedente all’inizio della vertenza, che prevedeva 299 lavoratori. Oggi sono poco più di 140”, ribadisce Calosi.

Per chiarire questi aspetti è previsto un incontro specifico dedicato allo stabilimento di Siena, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, dell’azienda e del Ministero. Sul tavolo dovranno arrivare risposte riguardo alle produzioni, agli investimenti, ai tempi e alle prospettive occupazionali.

Il primo confronto con i lavoratori è invece fissato per domani mattina, venerdì 9 ottobre, nello stabilimento di viale Toselli. Le organizzazioni sindacali riferiranno quanto emerso durante l’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Marco Crimi