Braccio di ferro sulla commissione Cultura, Crociani(FDI) contro Campolo(FN): “O lascia la presidenza o l’organismo non esiste più”

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Prima ancora di discutere del futuro delle scuole senesi, a Palazzo Pubblico si discute del futuro dell’organismo che dovrebbe occuparsene. “O si dimette o la commissione Cultura non esiste più”: È l’ultimatum lanciato da Monica Crociani, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e componente della stessa commissione, a Maria Antonietta Campolo, presidente dell’organismo e oggi esponente di Futuro Nazionale.

Uno scontro politico che esplode proprio nel giorno in cui la commissione, convocata per affrontare la riorganizzazione degli istituti comprensivi dopo la chiusura del San Bernardino, è saltata per mancanza del numero legale.

Questa mattina, infatti, la commissione avrebbe dovuto discutere della riorganizzazione degli istituti scolastici senesi, con particolare riferimento all’inserimento dei tre plessi dell’ex San Bernardino negli altri istituti comprensivi. Erano presenti l’assessore Lorenzo Loré e i dirigenti scolastici della Cecco Angiolieri, della Federico Tozzi e della Jacopo della Quercia. Ma la seduta non è potuta iniziare regolarmente: l’assenza di Crociani ha fatto mancare il numero legale.

A denunciare l’accaduto è stata la stessa Campolo, che sostiene di non aver ricevuto alcuna giustificazione per l’assenza. “Il segretario ha chiamato il capogruppo”, racconta la presidente, spiegando di essere stata “costretta a chiudere la seduta”. Una situazione che giudica particolarmente “grave” per “l’importanza dell’argomento all’ordine del giorno” e per “la presenza dei dirigenti scolastici, convocati per un confronto richiesto da tempo”.

“Questo non è un dispetto alla Campolo, ma è una questione che riguarda la città”, ha sottolineato la presidente. Al centro della riunione avrebbero dovuto esserci i percorsi formativi, la riorganizzazione dei plessi e le conseguenze della chiusura del San Bernardino per gli alunni e le loro famiglie.

Ma la replica di Monica Crociani ha spostato il confronto dal funzionamento della commissione agli equilibri politici che ne hanno determinato la composizione. Secondo il commissario e membro di Fratelli d’Italia, la presidenza della commissione Cultura e Scuola spettava al suo partito, nelle cui liste Campolo era stata eletta prima del passaggio a Futuro Nazionale.

Un cambio di collocazione politica che, per Crociani, avrebbe dovuto avere conseguenze anche sull’incarico istituzionale. Il consigliere ricorda che Campolo ha dichiarato in consiglio comunale di “non appartenere più alla maggioranza, pur mantenendo una posizione di sostegno esterno al sindaco Nicoletta Fabio”.

Per l’esponente del partito di Meloni, “non è possibile lasciare la maggioranza e continuare a occupare una presidenza assegnata nell’ambito degli accordi tra le forze che sostengono l’amministrazione”. Da qui la richiesta di “dimissioni”, accompagnata dalla prospettiva che, in caso contrario, la commissione Cultura non possa più proseguire la propria attività.

Crociani respinge inoltre le precedenti accuse di attaccamento alle poltrone rivolte da Campolo a Fratelli d’Italia, ribaltando la contestazione proprio sulla permanenza della presidente nel suo incarico. E mette in discussione anche l’attività svolta dall’organismo: a suo dire, “negli ultimi tre anni la commissione si sarebbe riunita soltanto quattro o cinque volte”.

Nel frattempo, sul caso interviene anche il gruppo consiliare del Partito Democratico, con Anna Ferretti, Giulia Mazzarelli, Alessandro Masi, Luca Micheli e Gabriella Piccinni. “Abbiamo ancora una maggioranza in Comune?”, chiedono i consiglieri democratici, denunciando l’impossibilità di svolgere regolarmente i lavori della commissione.

Il PD collega l’episodio ad altri segnali di difficoltà politica nell’amministrazione: il parere negativo espresso sul Documento unico di programmazione nella commissione Affari generali, nonostante la presenza dei componenti della maggioranza, e la mozione sulla grazia al gioielliere, approvata con appena sette voti su 33 consiglieri.

“I problemi interni alle forze che sostengono la Giunta Fabio stanno creando difficoltà e nessuno di chi ha la responsabilità di governare la città sembra volersene fare carico”, attacca il gruppo democratico, secondo cui Siena ha bisogno di risposte ai problemi e non di ripicche o blocchi del confronto istituzionale.

Marco Crimi