È scontro sul futuro del Circolo Arci Risorgimento ai Due Ponti, dopo lo sfratto intimato dal Demanio per destinare i locali all’ufficio immigrazione della Questura. Oggi il direttivo ha incontrato il vicesindaco di Siena Michele Capitani, che ha proposto come possibile sede alternativa uno spazio nel quartiere di San Miniato. Una soluzione giudicata “irricevibile” dal circolo, perché troppo distante dai Due Ponti e incapace, secondo il direttivo, di salvaguardare i legami costruiti negli anni con il territorio. Durante l’incontro il presidente ha ribadito il valore sociale e aggregativo della struttura. Durissima la posizione del direttivo nei confronti dell’amministrazione, accusata di sostenere le scelte del Demanio e di affrontare la vicenda come una questione burocratica, senza considerare l’impatto sulla comunità e sui soci. Il Circolo Arci Risorgimento annuncia che continuerà a battersi per mantenere la propria sede e il proprio ruolo nel quartiere.
“Il Circolo è un punto di riferimento per l’intera città e il quartiere: è un luogo di aggregazione, svolge attività sociali, iniziative ricreative e culturali promosse da tante associazioni”, dichiarano i capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale Simone Bezzini, Partito Democratico, Lorenzo Falchi, Alleanza Verdi e Sinistra, Luca Rossi Romanelli, Movimento 5 Stelle, e Francesco Casini, Casa Riformista, in merito al futuro del Circolo Due Ponti a Siena. “La Società di Mutuo Soccorso nacque nel 1908 per iniziativa di operai, contadini e artigiani, con finalità di assistenza, solidarietà e ricreazione. La storia della sua sede attraversa anche una pagina dolorosa: durante il fascismo l’edificio fu sottratto alla Società. Dopo la caduta del regime passò al patrimonio dello Stato e fu nuovamente concesso in uso al Circolo. Da allora l’associazione ha continuato a prendersene cura, sostenendo canoni divenuti negli anni sempre più onerosi e realizzando interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per oltre 150mila euro. Oggi quella storia e quei valori continuano a vivere nelle attività del Circolo e delle persone che lo frequentano ogni giorno. Non parliamo soltanto di un immobile, ma di un presidio di socialità per il quartiere dei Due Ponti e di un pezzo della storia democratica di Siena” proseguono i capigruppo.
“Secondo quanto riportato dalla stampa, l’edificio potrebbe ospitare l’Ufficio immigrazione della Questura. Garantire una sede adeguata a chi si rivolge a quel servizio e spazi funzionali a chi vi lavora è un’esigenza che merita la massima attenzione. Ma non si risolve un problema creandone un altro. Chiediamo al Ministero dell’Interno e all’amministrazione comunale di individuare, insieme al Demanio, altri spazi disponibili per ospitare l’Ufficio immigrazione, salvaguardando la sede storica del Circolo. Le istituzioni hanno il dovere di tenere insieme queste esigenze, senza considerare sacrificabile una realtà che da oltre un secolo contribuisce alla vita sociale e culturale di Siena”, concludono.