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Geotermia, i sindaci contro gli aumenti del costo del vapore. Enel: “Tariffe ancora molto più convenienti del gas

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I sindaci dei comuni geotermici toscani alzano la voce contro gli aumenti del costo del vapore applicati da Enel Green Power alle imprese e ai sistemi di teleriscaldamento che utilizzano direttamente la risorsa geotermica. In una nota congiunta, i primi cittadini parlano di una situazione che rischia di mettere in difficoltà famiglie, aziende e gestori degli impianti, chiedendo l’intervento della Regione Toscana e l’apertura di un confronto urgente.

Al centro della contestazione c’è il prezzo del cosiddetto “vapore idoneo”, per il quale nel 2025 Enel Green Power avrebbe rivendicato un aumento del 117 per cento. Una crescita che, secondo i sindaci, rischia di compromettere la competitività delle imprese che negli anni hanno investito nei territori geotermici confidando proprio nella disponibilità di una risorsa locale e rinnovabile come vantaggio competitivo.

I sindaci sottolineano come la geotermia rappresenti da oltre un secolo una risorsa fondamentale non soltanto dal punto di vista energetico, ma anche per lo sviluppo economico e occupazionale delle aree interne. Per questo chiedono alla Regione Toscana di valutare strumenti normativi che consentano di definire criteri più stabili, trasparenti e sostenibili per la determinazione del prezzo del vapore destinato ai teleriscaldamenti e alle piccole e medie imprese, evitando che il costo sia legato esclusivamente alle oscillazioni del mercato energetico nazionale.

Particolarmente delicata, secondo i primi cittadini, è la situazione dei sistemi di teleriscaldamento geotermico, che in alcuni casi sarebbero costretti a ricorrere in misura significativa al vapore idoneo, con conseguenze potenzialmente pesanti sui bilanci dei gestori e sulle tariffe applicate agli utenti.

La posizione dei Comuni è condivisa dai sindaci di Monterotondo Marittimo, Montieri, Chiusdino, Castelnuovo Val di Cecina, Pomarance, Radicondoli e Monteverdi Marittimo, che ribadiscono la necessità di mantenere la geotermia come leva di sviluppo territoriale e non come semplice componente del bilancio industriale.

Alle critiche ha risposto Enel Green Power, che in una nota precisa come l’adeguamento delle tariffe rientri negli aggiornamenti periodici previsti dai contratti e sia collegato ai costi di produzione, distribuzione e commercializzazione del comparto energetico.

L’azienda evidenzia inoltre che la cosiddetta “componente calore” rappresenta solo una parte della bolletta finale degli utenti dei teleriscaldamenti e sostiene che, anche dopo gli adeguamenti, le tariffe geotermiche rimangano significativamente più convenienti rispetto a quelle del mercato del gas. Secondo Enel Green Power, per le utenze domestiche i costi possono risultare fino a cinque volte inferiori rispetto al gas, mentre per le attività commerciali e artigianali il vantaggio potrebbe arrivare fino a quindici volte.

Enel si dice comunque disponibile al confronto con Comuni, gestori e clienti che utilizzano direttamente il calore geotermico e assicura che continuerà a monitorare l’andamento del mercato, lasciando aperta la possibilità di future revisioni al ribasso delle tariffe qualora le condizioni lo consentano.