Retta Asp Città di Siena, il cda al Pd: “Aumento rette dovuto anche alle risorse mai assegnate dalla Regione”

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L’aumento delle rette non può essere l’unica risposta ai problemi economici dell’Asp Città di Siena, ma era una scelta necessaria davanti all’impennata dei costi e ai mancati finanziamenti regionali.

È la risposta del consiglio di amministrazione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona alle critiche sollevate dal Partito Democratico, che nei giorni scorsi aveva contestato il rincaro delle tariffe chiedendo al Comune e ai vertici dell’ente di rendere pubblico un piano di risanamento.

“Concordiamo che non può essere il solo aumento delle rette l’unica risposta per garantire il futuro dell’ente”, afferma il cda. “Ma è pur vero che l’aumento del 14% del settore alimentare nel solo primo semestre dell’anno è un fatto incontestabile e verificabile da qualsiasi cittadino”.

Tra le cause delle difficoltà economiche viene indicata anche la mancata assegnazione delle risorse promesse dalla Regione Toscana “al mondo delle Rsa di 6 milioni di euro per il 2025 e di altri 5 milioni per l’anno in corso, previsti nel Patto per il welfare firmato da Aret nel giugno dello scorso anno e ad oggi non concretizzato”.

Il consiglio di amministrazione interviene anche sul tema del piano di risanamento, ricordando che “circa la metà della perdita registrata nel bilancio 2025 deriva dalla definizione di un contenzioso tributario storico dell’ente”. Inoltre, evidenzia come già nel mese di luglio si sia svolto un incontro con l’amministrazione comunale per affrontare le criticità strutturali dell’Asp “in un’ottica di medio periodo”.

Secondo il cda, il percorso era già stato illustrato anche in consiglio comunale, durante la risposta all’interrogazione presentata dalla capogruppo del Pd Anna Ferretti. “L’aumento delle rette, peraltro contenuto, è parte di un quadro molto articolato e complesso, finalizzato a garantire la cura di un bene comune di cui la città può andare fiera e che vogliamo consegnare anche alle prossime generazioni”.

Infine arriva un invito a riportare il confronto nelle sedi istituzionali. “Pur riconoscendo a ogni forza politica il diritto e il dovere di approfondire temi pubblici, riteniamo che questioni di questo tipo possano essere affrontate all’interno della Commissione Garanzia e controllo, presieduta da un esponente della minoranza, riportando così il dibattito nelle sedi deputate”. Il cda conclude ribadendo la fiducia nel lavoro svolto dall’ente, che definisce “caratterizzato da iniziative innovative e da una buona reputazione tra ospiti, familiari e personale”.