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Risoluzione delle controversie: patto Camera di Commercio, ateneo ed ordini professionali per formare esperti qualificati

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Formare esperti altamente qualificati nella risoluzione alternativa delle controversie, per garantire uno strumento veloce ed economicamente accessibile per gestire consensualmente e in modo costruttivo i contenziosi: è quanto prevede il protocollo d’intesa quinquennale che sarà firmato al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Siena dalle Camere di commercio di Siena-Arezzo e di Firenze e dagli Ordini degli avvocati, dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro delle province di Siena e Arezzo.

L’atto è definito come accordo quadro sulla “Mediazione” e sarà presentato e siglato nell’ambito di una conferenza stampa che si terrà al presidio Mattioli dell’Ateneo alle 10.

Durante l’incontro, spiega una nota, “interverranno i rappresentanti di tutte le istituzioni e degli Ordini cofirmatari, che illustreranno i dettagli esecutivi dell’accordo e il programma delle prime attività in calendario sul territorio”.

L’accordo, si spiega ancora, “avvia una collaborazione strategica per promuovere la cultura della conciliazione e della mediazione, rispondendo alla recente evoluzione normativa nazionale ed europea. Attraverso un gruppo di coordinamento paritetico, le parti organizzeranno percorsi formativi e seminari divulgativi per garantire l’aggiornamento continuo dei professionisti e una solida preparazione dei giovani giuristi”.

“L’importanza istituzionale ed economica dell’iniziativa è supportata dai più recenti dati ufficiali del Ministero della Giustizia, che confermano la mediazione civile come uno strumento solido, efficiente e in forte espansione”, viene ricordato. Nel 2025 sono state iscritte in Italia 163.473 nuove mediazioni civili, con un incremento dell’11% rispetto al periodo pre-pandemico, e un aumento del 9,5% delle procedure demandate dai giudici, segno di una magistratura che valorizza sempre più la mediazione per risolvere i conflitti fuori dalle aule di giustizia.

Inoltre, a seguito della riforma Cartabia, la quota dei primi incontri effettivi sul totale delle pendenze è salita, raggiungendo il 71% nel 2025. Quando le parti decidono di proseguire oltre il primo incontro informativo, il 53,1% dei procedimenti si conclude con il raggiungimento di un accordo. Dati che, recita la nota, confermano l’efficacia della mediazione nel ridurre tempi e costi rispetto alla giustizia ordinaria, consolidandola come motore di una rinnovata cultura del dialogo e della legalità.