Caro energia, Cna Siena: “Imprese a rischio competitività, servono risposte”

Condividi su

Il caro energia torna a mettere sotto pressione il tessuto delle micro e piccole imprese. A lanciare l’allarme è Cna Siena, che segnala l’aumento dei prezzi di gas, energia elettrica e carburanti e chiede interventi diretti per ridurre il peso delle bollette sulle Pmi, insieme a misure strutturali capaci di sostenere la competitività del sistema produttivo.

“Il caro energia non è più soltanto un problema di costi, ma un problema di competitività, capacità di investire e tenuta dei margini delle piccole imprese”, sottolinea il presidente di Cna Siena, Fabio Petri. “Quando una quota sempre maggiore delle risorse aziendali viene assorbita dalle bollette e dai carburanti, quelle stesse risorse vengono sottratte agli investimenti, all’innovazione e alla possibilità di programmare il futuro”.

Secondo Cna Siena, le imprese del territorio hanno mostrato negli ultimi anni una forte capacità di resistenza, ma non possono assorbire indefinitamente aumenti generalizzati dei costi. Per l’associazione, la conseguenza è una riduzione dei margini aziendali e, quindi, della capacità di crescere, creare occupazione e mantenere la propria attività.

Cna Siena sostiene che la questione energetica debba tornare al centro delle politiche economiche, con un’attenzione specifica alle piccole imprese, che hanno minori margini per assorbire gli aumenti e una capacità più ridotta di negoziare condizioni vantaggiose sul mercato.

“La nostra associazione lo ha ribadito con forza anche a livello nazionale: servono risposte sul fronte dell’energia, del credito e delle politiche industriali”, continua Petri. “Sono tre elementi strettamente collegati. Un’impresa che deve sostenere costi energetici sempre più elevati e contemporaneamente affrontare difficoltà di accesso al credito ha meno possibilità di investire, innovare e affrontare le trasformazioni che il mercato impone”.

Secondo un’analisi di Cna nazionale, circa 300mila piccole imprese italiane sarebbero particolarmente esposte agli shock energetici, con un’incidenza dell’energia che in alcuni settori può arrivare fino al 40% dei costi complessivi.

Per Cna Siena, accanto agli interventi immediati per contenere il costo dell’energia, è necessario accelerare anche sulle soluzioni che consentano alle imprese di produrre e consumare energia a costi più sostenibili, a partire dall’autoproduzione e dal fotovoltaico.

“Molte imprese hanno già scelto di investire nel fotovoltaico e nell’efficientamento energetico, affrontando anche lungaggini burocratiche per ottenere i permessi”, conclude Petri. “Questi investimenti devono essere sostenuti e resi accessibili anche alle aziende più piccole. Non possiamo chiedere alle imprese di essere competitive, sostenibili e innovative senza creare le condizioni perché possano farlo”.

Per Cna Siena, difendere la competitività delle piccole imprese significa difendere anche lavoro, investimenti e tenuta economica dei territori. Da qui la richiesta di considerare il caro energia una priorità dell’agenda economica nazionale, soprattutto per le Pmi.