Siena riscopre Alessandro Franchi: una mostra tra arte, fede e tradizione

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Ha lasciato il suo segno negli affreschi di Palazzo Pubblico, nelle chiese senesi e perfino nei costumi del Corteo Storico del Palio. Eppure Alessandro Franchi, uno degli artisti che hanno contribuito a costruire l’immagine della Siena tra Ottocento e Novecento, è ancora una figura tutta da riscoprire. A riportarlo al centro della scena sarà una grande mostra che il Comune di Siena inaugurerà venerdì 30 ottobre alle 17 nella Sala del Concistoro di Palazzo Pubblico. L’esposizione, intitolata “Alessandro Franchi. Nella Siena tra Otto e Novecento. Grazia, Etica, Fede”, resterà aperta fino al 28 febbraio 2027, tra i Magazzini del Sale e il Museo Civico.

Curata da Michele Amedei, Michelina Simona Eremita e Matteo Fontani, con il coordinamento dei Musei e delle Collezioni civiche del Comune, la mostra ripercorre la vita e l’attività del pittore attraverso dipinti, disegni, studi e cartoni preparatori, molti dei quali inediti o raramente esposti.

Nato a Prato nel 1838 e morto a Siena nel 1914, Franchi si formò all’Accademia senese sotto la guida di Luigi Mussini, diventandone prima l’allievo prediletto e poi il successore alla direzione. La sua carriera lo portò a lavorare in Italia e all’estero, anche in Belgio, ma il rapporto con Siena rimase centrale.

“Alessandro Franchi rappresenta una figura fondamentale per comprendere la storia artistica e culturale della nostra città”, dichiara il sindaco Nicoletta Fabio. “Pur non essendo senese di nascita, Franchi scelse Siena come luogo della propria formazione e della propria maturazione artistica, instaurando con la città un rapporto profondo, fatto di studio, partecipazione e dedizione”.

Il sindaco sottolinea soprattutto il contributo dell’artista alle tradizioni cittadine: “Penso, in particolare, al suo contributo al rinnovamento dei costumi del Corteo Storico del Palio, un’eredità che dimostra come l’arte possa attraversare il tempo e continuare a vivere nelle tradizioni di una comunità”.

L’esposizione si articola attorno a tre temi: grazia, etica e fede. Il primo approfondisce la ricerca della bellezza, l’armonia delle forme e la sensibilità spirituale dell’artista. Il secondo racconta il suo impegno civile, dalla tutela del patrimonio cittadino al rinnovamento dei costumi del Palio. In questa sezione sarà esposta anche la “Santa Caterina da Siena”, concessa eccezionalmente in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Il terzo tema è dedicato alla pittura religiosa, una componente fondamentale della produzione di Franchi, che seppe unire il rigore della formazione accademica a un linguaggio personale.

Il percorso permetterà anche di approfondire le relazioni artistiche del pittore, in particolare quelle con la moglie Luisa Mussini, figlia del suo maestro, e con Gaetano Marinelli. Non mancherà il confronto con le correnti europee che influenzarono la pittura dell’epoca, da Ingres e Flandrin ai Nazareni e ai Preraffaelliti.

Uno spazio importante sarà riservato al rapporto tra Franchi e Siena. Una parete illustrerà gli itinerari cittadini attraverso i quali è ancora possibile incontrare le sue opere: dal pavimento del Duomo agli oratori di Santa Teresa e Fontebranda, fino al Cimitero della Misericordia.

La mostra, dunque, non si fermerà alle sale espositive, ma inviterà a proseguire la scoperta dell’artista nelle strade e nei monumenti della città.

L’allestimento, realizzato in collaborazione con lo Studio di Architettura Gucciardini & Magni, occuperà i due piani dei Magazzini del Sale e proseguirà nella Sala del Risorgimento del Museo Civico, alla cui decorazione Franchi partecipò negli anni Ottanta dell’Ottocento.

Proprio qui sarà possibile ammirare direttamente uno dei suoi contributi più importanti alla pittura storica dedicata all’Unità d’Italia.

Ad accompagnare l’esposizione sarà un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, che raccoglierà gli studi e le nuove ricerche dedicate all’artista.

“Con questa mostra vogliamo restituire ad Alessandro Franchi la centralità che merita”, conclude il sindaco Fabio, sottolineando l’importanza di valorizzare un patrimonio artistico che continua a raccontare l’identità di Siena.