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Biotecnopolo, fiore all’occhiello del Made in Italy. Mantovani: “Sarà la cintura di sicurezza per l’Italia”

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Il Biotecnopolo come presidio strategico per il futuro del Paese. È il messaggio lanciato da Alberto Mantovani a Siena, in occasione dell’evento “Biotecnologie, opportunità e sfide per il Made in Italy”, promosso dalla Fondazione Biotecnopolo nell’ambito della giornata nazionale dedicata al Made in Italy.

“Penso che il Biotecnopolo rappresenti una vera e propria cintura di sicurezza per l’Italia”, ha detto il vicepresidente del Consiglio superiore di sanità. “La sostenibilità del nostro sistema sanitario dipende anche dalla ricerca. Se siamo solo utilizzatori di quella altrui, il sistema non reggerà”.

Un concetto che si intreccia con la visione del direttore generale del Biotecnopolo, Gianluca Polifrone, che richiama la necessità di rafforzare il sistema Paese: “La ricerca è un asset strategico. Il punto è fare sistema e trasformare le pubblicazioni scientifiche in prodotti a beneficio della salute pubblica”.

All’evento è intervenuto, con un videomessaggio, anche il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha sottolineato come “le biotecnologie stanno trasformando profondamente la medicina contemporanea” e come l’Italia possa contare su “competenze e infrastrutture di alto livello”. Il Biotecnopolo, ha aggiunto, rappresenta “un esempio concreto di integrazione tra ricerca, sviluppo tecnologico e applicazione clinica”.

Tra i temi al centro, anche quello della resistenza antimicrobica e delle nuove frontiere della ricerca. Il direttore scientifico Rino Rappuoli ha evidenziato come “la missione del Biotecnopolo sia sviluppare farmaci, vaccini e anticorpi per le malattie emergenti”, con un ruolo chiave affidato alle nuove tecnologie: “L’intelligenza artificiale è uno degli strumenti fondamentali per sviluppare soluzioni in modo efficace e rapido”.

Sul fronte organizzativo, Polifrone ha indicato la traiettoria di crescita della struttura, che aveva anticipato al nostro giornale: “Siamo una start-up pubblica che in un anno ha costruito le basi. Oggi possiamo contare su circa 40 ricercatori, con l’obiettivo di arrivare a 120 entro il 2027”.

Un percorso che si lega anche alla capacità di trattenere competenze: “Il vero tema è non far andare via i nostri talenti. Dobbiamo attrarre e trattenere ricercatori di qualità per rendere competitivo il Paese”.

Ad aprire i lavori è stato appunto il ministro della Salute Orazio Schillaci. Tra gli interventi anche quello del fondatore di VisMederi Emanuele Montomoli.

Marco Crimi