Come navigare (bene) su internet quando sei in vacanza 

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Partire alla volta della Maremma per un weekend ricostituente in mezzo alla natura o salire sul treno alla volta della capitale… Per il viaggiatore moderno, uscire di casa significa ormai portarsi dietro mezzo ufficio: smartphone, laptop, carte digitali, posta elettronica, home banking. 

Secondo Ipsos Doxa, il 72% degli italiani ha in previsione almeno una vacanza nell’estate 2026 e il 34% ha detto di voler prenotare su portali online. La vacanza, come tanti altri aspetti della vita moderna, passa sempre più spesso dal cavo internet o da una connessione Wi-Fi. Ed è proprio nel tragitto dal nostro dispositivo al server internet che una distrazione può rivelarsi più cara di un caffè in aeroporto.

Vediamo insieme i comportamenti ricorrenti più problematici e come ridurre la nostra esposizione ai rischi.

Il Wi-Fi gratis non è automaticamente un buon affare

La rete del bar è comoda perché non consuma giga. Ma nel 2026 tutti dovrebbero ormai sapere che una connessione pubblica non va trattata come quella di casa. Prima di collegarsi conviene verificare il nome esatto dell’SSID (il nome con cui una rete Wi-Fi viene identificata e visualizzata dal dispositivo), soprattutto quando ti capita di vedere più reti dal nome quasi identico.

Lo stesso vale in hotel. Il fatto che il Wi-Fi si chiami come la struttura che ti sta ospitando non basta: può essere una rete condivisa fra decine di ospiti, protetta da una password comune o accessibile tramite captive portal (la pagina di accesso che si apre prima di poter usare una rete Wi-Fi pubblica, ad esempio in hotel, aeroporti o bar). Se hai in programma attività di una certa delicatezza, come operazioni di home banking o se vuoi accedere ai sistemi aziendali, meglio usare la rete telefonica personale o una VPN affidabile.

Nella settimana dal 20 al 26 giugno 2026 il CERT-AGID ha rilevato 130 campagne malevole, 97 delle quali con obiettivi italiani. Quarantanove sfruttavano false multe tramite email o SMS. Se non vuoi ritrovarti in queste statistiche, meglio aggiornarti sulle contromisure più efficaci.

Attenzione alle reti memorizzate dal telefono

Un altro errore che troppi fanno è dimenticare le vecchie reti pubbliche. Sull’iPhone, per esempio, il problema non è tanto che il telefono si colleghi indiscriminatamente a qualsiasi hotspot sconosciuto: può invece riconnettersi a reti già note, semplicemente seguendo le impostazioni di default.

Finito il viaggio, vale quindi la pena disattivare la connessione automatica o rimuovere le reti di hotel, aeroporti e locali che difficilmente useremo ancora. Lo stesso principio vale sugli altri dispositivi: meno reti pubbliche restano memorizzate, meno decisioni vengono prese automaticamente al posto nostro.

Quando ha senso spegnere la VPN

La VPN non deve diventare un interruttore che si accende per principio e si spegne per frustrazione. Ci sono dei casi in cui interromperla per qualche minuto ha senso, come ad esempio se ci imbattiamo in un captive portal che non si apre.

In questi casi bisogna sapere come disattivare una VPN senza cancellare la configurazione o il profilo. Su Android e Windows si può procedere alla disconnessione dalle impostazioni di rete; su macOS dalle impostazioni sulla VPN; nel caso dell’iPhone, invece, sarebbe meglio usare l’apposito comando dell’app installata.

Procedi in sequenza: fai le opportune verifiche sulla rete, metti in pausa la VPN, fai soltanto lo stretto necessario con connessione diretta e riattivala prima di tornare a email, pagamenti o dati sensibili.

Viaggiare connessi ma non distratti

Il Rapporto Clusit 2026 fotografa un anno in cui gli incidenti cyber gravi sono cresciuti del 49% a livello mondiale, con l’Italia a fare tristemente la voce grossa, visto che rappresentiamo il 9,6% degli episodi rilevati. Numeri che ricordano quanto phishing, malware e social engineering siano ormai parte del paesaggio digitale quotidiano.

È forse il promemoria più utile anche per i viaggiatori toscani e del resto d’Italia: neanche il software più potente può annullare l’importanza dei controlli dell’utente.