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A Siena una importante scoperta nella lotta alla sindrome di Rett
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ospedale delle Scotte di Siena
Identificato un marker predittivo della sindrome di Rett grazie ad un innovativo studio di un gruppo internazionale italo – francese, coordinato da due medici dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, il neonatologo Claudio De Felice e il neuropsichiatra Joussef Hayek. E’ una scoperta potenzialmente in grado di cambiare la storia naturale di questa grave malattia genetica che colpisce le bambine, finora diagnosticata solo intorno all’anno di vita, quando la sintomatologia è conclamata ed è presente un danno cerebrale irreversibile.
“Si tratta di un marker biochimico, chiamato ‘F2-dihomo-isoprostani’ – spiegano De Felice e Hayek – derivante dall’ossidazione di un acido grasso polinsaturo presente nella sostanza bianca cerebrale. Tale composto è risultato essere in concentrazioni da 100 a 300 volte più elevate nel plasma delle pazienti in stadio 1 della malattia”.
Lo studio, effettuato in collaborazione con il professor Thierry Durand del CNR di Montpellier, uno dei massimi esperti di chimica degli isoprostani, e l’Università di Siena, con la ricercatrice Cinzia Signorini e la professoressa Lucia Ciccoli, entrambe esperte di stress ossidativo, è firmato congiuntamente dai ricercatori senesi e francesi, ed è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale “The Journal of Lipid Research”.