Il Ministero boccia la deroga: a rischio i punti nascita di Poggibonsi e Montepulciano, la Regione prepara la controffensiva

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La Regione Toscana non si arrende sul futuro dei punti nascita di Poggibonsi e Montepulciano, entrambi interessati, insieme a Montevarchi, dal parere negativo espresso dal Comitato Percorso Nascita nazionale sulla richiesta di deroga. Un giudizio che, se confermato, potrebbe mettere a rischio il mantenimento dei reparti, aprendo la strada a una loro chiusura o a una profonda riorganizzazione.

Per questo Regione Toscana, assessorato al Diritto alla salute e Asl Toscana Sud Est annunciano che il confronto con il Ministero della Salute proseguirà. Contestano infatti una valutazione ritenuta fondata su dati non aggiornati, che non terrebbe conto degli investimenti effettuati nel 2026 e dei miglioramenti registrati nella rete materno-infantile.

Nel caso del punto nascita di Nottola, la Regione sottolinea come oltre 200 bambini ogni anno nascano in aree dove raggiungere il punto nascita alternativo richiede più di sessanta minuti di viaggio, elemento che, secondo Palazzo Strozzi Sacrati, dovrebbe consentire il riconoscimento della deroga prevista per le aree con particolari caratteristiche orografiche.

“La Toscana sta, senza alcuna ambiguità, dalla parte dei sindaci e delle comunità di Poggibonsi, Montepulciano e Montevarchi”, dichiarano il presidente Eugenio Giani e l’assessora alla Salute Monia Monni. “I volumi di attività sono importanti, ma non possono essere l’unico criterio per decidere il futuro di servizi essenziali per i territori.”

La Regione annuncia inoltre che presenterà al Ministero una proposta di riorganizzazione della rete secondo il modello Hub & Spoke: i parti ad alta complessità verrebbero concentrati nei grandi ospedali di riferimento, mentre nei presidi di Poggibonsi, Montepulciano e Montevarchi resterebbe l’assistenza ai parti fisiologici e a basso rischio, attraverso percorsi clinici condivisi.

“La sicurezza del percorso nascita è il risultato del lavoro svolto negli ultimi anni dai professionisti della Asl Toscana Sud Est”, sottolinea il direttore generale Marco Torre, ribadendo la volontà di difendere una rete che coniughi qualità delle cure, sicurezza e vicinanza ai cittadini.