La revoca, dopo appena quindici giorni, della consulenza affidata al professor Donato Casella alle Scotte diventa per la Cisl il simbolo di problemi più ampi nella gestione dell’ospedale senese. Il sindacato chiede un “cambio di passo” e mette in fila una serie di criticità che vanno dalla Tossicologia e Genetica Forense all’organizzazione del personale, fino alla necessità di un piano chiaro per il futuro dell’Azienda ospedaliero-universitaria.
“La sanità è la prima infrastruttura sociale. Se non tiene lei, non tiene il territorio”. È da questa convinzione che Cisl Siena, FNP Cisl e Cisl FP partono per analizzare quanto sta accadendo alle Scotte. La vicenda della consulenza al professor Donato Casella, assegnata e revocata dopo soli quindici giorni dal direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese, viene definita “grottesca” e “la cartina di tornasole di una gestione delle Scotte sempre più approssimativa, improvvisata e inadeguata, che meriterebbe una soluzione di discontinuità rispetto al recente passato”.
Casella, molto conosciuto nell’ospedale senese dove ha lavorato a lungo prima del trasferimento all’Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, era stato richiamato alle Scotte con un incarico professionale di collaborazione per interventi ricostruttivi maggiori e di oncoplastica, oltre ad attività formative e consulenze per seconde opinioni. Il 1° settembre l’incarico è stato revocato per “impossibilità di svolgere le attività previste in convenzione”. La delibera è stata quindi ritirata prima di diventare esecutiva e senza che sorgesse alcun vincolo contrattuale.
“Difficile dire cosa sia peggio, se la nomina o la revoca”, attacca la Cisl, che pone una serie di interrogativi. “Un’équipe di 6 professionisti tra chirurghi e chirurghi plastici presente alle Scotte non era considerata dalla Direzione in grado di effettuare determinati interventi? Eppure, a Siena si formano da anni chirurghi e plastici di valore”. E sulla revoca il sindacato domanda se vi siano stati “vizi procedurali”, controlli omessi oppure indicazioni legate al contenimento della spesa.
Per la Cisl, però, quello di Casella non sarebbe un episodio isolato. Il sindacato ricorda la nota inviata il 30 luglio all’assessora regionale alla Sanità Monia Monni, al direttore della Sanità regionale Marco Torre, all’assessore Giuseppe Giordano e alla sindaca Nicoletta Fabio, sottolineando che Giordano e Fabio si sono successivamente attivati con Monni e Torre.
Al centro delle preoccupazioni c’è anche il Laboratorio di Tossicologia Forense delle Scotte che, secondo quanto riferisce il sindacato, dal 15 giugno non sarebbe più il punto di riferimento dell’intera Area Vasta Sud-Est per gli accertamenti di secondo livello. La causa indicata è la mancanza di una figura dirigenziale abilitata alla refertazione. Le analisi di secondo livello sarebbero state trasferite ad altre strutture pubbliche, tra cui Pisa, e in misura significativa a laboratori privati, compresi gli esami relativi al Codice Rosa.
Una situazione che, secondo Cisl, determinerebbe maggiori costi per cittadini e Servizio sanitario nazionale, interessando anche chi deve rinnovare la patente, segue un percorso Ser.D. o è coinvolto in procedure di affido dei minori. Il sindacato segnala inoltre criticità relative alla gestione della catena di custodia dei campioni e giudica “inopportuna” l’eventualità che i medici possano rivolgersi a strutture private di propria conoscenza per l’invio degli stessi.
Preoccupazioni vengono espresse anche per il futuro della Genetica Forense e per l’avvicendamento, in un breve periodo, di tre dirigenti delle professioni sanitarie. “Noi chiediamo il ripristino completo, il potenziamento tecnologico e il reintegro delle attività esternalizzate”, afferma la Cisl, riferendo di essere stata convocata dal direttore Torre per condividere il percorso da intraprendere.
Il sindacato porta poi l’attenzione sull’organizzazione quotidiana dell’ospedale: personale dei reparti a continuità assistenziale impegnato in turni di dodici ore senza, secondo Cisl, una concreta possibilità di usufruire di un’adeguata pausa per il pasto e la modifica unilaterale del servizio sostitutivo della mensa, passato dal pasto caldo da asporto al sacchetto freddo. Elementi definiti “il termometro di un disagio organizzativo diffuso”.
Da qui la richiesta di una svolta. “Come Cisl ci aspettiamo un cambio di passo. La sanità non è una somma di reparti, numeri e liste d’attesa. È il collante della comunità. Se la sanità territoriale cede, cede l’intero sistema sociale ed economico”.
Lo sguardo viene rivolto anche alla prossima nomina del direttore generale dell’Asl Toscana sud est, auspicando “una persona equilibrata e con esperienza del nostro territorio”. Quanto alle Scotte, la conclusione è netta: “È un ospedale di secondo livello, universitario, di ricerca, punto di riferimento per tutta l’Area Vasta. Non può vivere di tamponamenti e di consulenze da decine di migliaia di euro”. Per la Cisl serve dunque “un piano industriale chiaro sul futuro del presidio”, accompagnato da scelte urgenti e da un impiego delle risorse concentrato sul potenziamento del personale, delle attrezzature e dei servizi rivolti ai cittadini.