PalaOrlandi, Borsi: “Lotterò perché resti la casa dei nostri ragazzi”

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Il PalaOrlandi non è soltanto un palazzetto da comprare o vendere: per il presidente dell’Asd Costone Siena Fides 1904 Matteo Borsi è la casa di centinaia di ragazzi, e perderla potrebbe mettere a rischio soprattutto le attività sportive più inclusive.

È questo il nuovo appello che arriva dal mondo gialloverde mentre resta aperta la discussione sull’eventuale acquisto della struttura da parte del Comune di Siena. Un intervento che si aggiunge a quelli pubblicati nei giorni scorsi da Emanuele Montomoli, favorevole al passaggio di proprietà al pubblico, e dall’ex sindaco Bruno Valentini, decisamente contrario all’operazione.

Matteo Borsi, interviene nel dibattito rivendicando innanzitutto il valore storico e sociale del sodalizio. “Essere a capo di una società con 122 anni di storia sulle spalle mi inorgoglisce fortemente, ma nel contempo mi fa sentire il peso di una responsabilità enorme”, afferma, ricordando il proprio legame con il Costone, dove ha mosso i primi passi da tecnico prima dell’esperienza professionale alla Mens Sana Basket.

Borsi ripercorre la storia del Ricreatorio Pio II, luogo di aggregazione e formazione per generazioni di senesi, e sottolinea come l’inaugurazione del PalaOrlandi, nel dicembre 2007, abbia consentito di proseguire quella tradizione in una struttura moderna.

“Il PalaOrlandi da subito è divenuto una realtà che ha permesso a tanti ragazzi e ragazze di Siena di praticare sport”, spiega il presidente. Attualmente la società conta oltre 400 atleti e atlete, un numero che sfiora le 500 persone considerando anche tecnici, istruttori e dirigenti.

Ma è soprattutto il futuro del Baskin a preoccupare Borsi. Il Costone ha aderito al progetto nel 2015 e oggi l’attività inclusiva rivolta anche alle persone con disabilità conta oltre 60 tesserati.

“Se penso a quale potrebbe essere il loro futuro, alla luce di quello che leggiamo in questi giorni, mi sento assalito da un forte senso di angoscia, ma non di impotenza, in quanto lotterò con tutte le mie forze, nei limiti delle mie possibilità, affinché il PalaOrlandi possa rimanere la loro casa”.

Il presidente invita quindi cittadini e amministratori a considerare le conseguenze sociali delle scelte sulla struttura. “Credo che tutti quanti, cittadini e politici, debbano valutare attentamente quest’ultimo aspetto”, osserva, richiamando l’importanza del palazzetto per i ragazzi e le famiglie che vi trovano un ambiente di aggregazione.

Borsi ringrazia poi il sindaco Nicoletta Fabio, l’assessore Lorenzo Loré e quanti sostengono il progetto di acquisizione: “Voglio sperare che un banale conflitto politico alla fine lasci spazio alla solidarietà e alla ragione, oltre al più profondo senso di responsabilità”.

Sulla stessa linea, nei giorni scorsi, si era espresso Emanuele Montomoli, presidente della Costone Siena srl, che ha chiarito innanzitutto un aspetto della vicenda: la società è affittuaria del PalaOrlandi, mentre la proprietà appartiene al Ricreatorio Pio II.

“Il Costone Siena srl è semplicemente affittuario della struttura di proprietà del Ricreatorio Pio II, non ha quindi interessi diretti sul palazzetto”, ha scritto Montomoli.

La sua preoccupazione riguarda soprattutto le attività che potrebbero non risultare economicamente convenienti per un eventuale acquirente privato.

“Credo fermamente che questa struttura sarebbe meglio rimanesse in un ambito pubblico. Un privato chiaramente ridurrebbe l’utilizzo alla mera attività commerciale, facendo semplicemente quello che per lui è più conveniente”.

Secondo Montomoli, la prima squadra potrebbe continuare a utilizzare il palazzetto pagando un affitto, mentre le iniziative sociali e quelle meno remunerative rischierebbero di essere penalizzate.

“Auspicavo, forse troppo ottimisticamente, che il passaggio di proprietà al Comune di Siena sarebbe stato votato favorevolmente sia dalla maggioranza che dall’opposizione”, aggiunge, richiamando la storia del Ricreatorio e il suo ruolo nella città.

Di segno opposto l’intervento dell’ex sindaco Bruno Valentini, che contesta soprattutto il metodo seguito dall’amministrazione senese e la necessità di un acquisto pubblico.

Valentini ricorda che il PalaOrlandi fu inaugurato il 17 dicembre 2007 nel territorio di Monteriggioni, dopo un investimento di circa cinque milioni di euro, in buona parte sostenuto dalla Fondazione Mps e attraverso un mutuo. Sottolinea inoltre gli interventi realizzati negli anni dal Comune di Monteriggioni sulla viabilità, tra cui una rotatoria e una nuova strada di accesso alla struttura, per una spesa che quantifica in circa 2,5 milioni di euro.

“A fronte di un impegno così importante da parte del Comune di Monteriggioni è quindi inspiegabile che gli amministratori di Siena non abbiano avuto la sensibilità di interloquire con i loro dirimpettai prima di portare l’acquisto del palazzetto in Consiglio comunale”, sostiene Valentini.

L’ex sindaco critica anche la gestione politica dell’operazione. “Se questa operazione viene tenuta nascosta fino all’ultimo persino ai consiglieri di maggioranza è difficile costruire un consenso generale”.

Valentini interpreta inoltre in modo opposto a Montomoli la possibilità di un acquirente privato. A suo giudizio, la gestione privata degli impianti sportivi può rappresentare un vantaggio per gli enti locali, evitando di trasferire sui bilanci pubblici costi e responsabilità.

“È il sogno di ogni sindaco. Avere impianti sportivi che vengono realizzati o gestiti da società private, con ricavi e costi estranei ai bilanci comunali”, scrive.

L’ex primo cittadino respinge anche l’idea che la mancata acquisizione da parte del Comune comporterebbe necessariamente la chiusura delle attività sportive, sostenendo che un eventuale creditore avrebbe interesse a mantenere l’immobile funzionante e valorizzato.

Il suo giudizio politico è netto: “Il Comune di Siena deve smettere di plasmare i propri atti in funzione di marchette elettorali”, chiedendo una programmazione “trasparente ed equa” e criteri uguali per tutti gli interlocutori.