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25 aprile, Folchi: “Resistenza fondamento della Repubblica. Non si equiparino oppressi e oppressori”

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Non è una festa divisiva, ma il giorno in cui un Paese si è ripreso la libertà. Da Piazza del Campo, nel cuore delle celebrazioni del 25 aprile a Siena, il richiamo è al significato pieno della Liberazione e alla sua attualità, tra memoria e responsabilità.

A sottolinearlo è la presidente dell’Anpi Siena, Silvia Folchi, che invita a non svuotare la ricorrenza del suo fondamento storico: “Il 25 aprile è il giorno dell’insurrezione generale, quando i partigiani scesero nelle città e il popolo si riappropriò della sovranità”. Un passaggio che rimette al centro il valore della Resistenza come momento fondativo della Repubblica antifascista. “Non è possibile mettere sullo stesso piano chi ha lottato per la libertà e chi ha sostenuto il regime”, ha ribadito, richiamando anche il dibattito che ogni anno accompagna la ricorrenza.

Folchi ha inoltre ricordato gli ottant’anni dal suffragio universale, legando quella conquista al ruolo delle donne nella Resistenza: “Fu una partecipazione straordinaria e volontaria”. Il voto, ha sottolineato, “fu una conquista e non una concessione”, ricordando come proprio da quella stagione siano nate le basi della partecipazione democratica e della presenza femminile nelle istituzioni.

Nel suo intervento il sindaco Nicoletta Fabio ha ricordato come la Liberazione rappresenti “un momento fondante della nostra storia”, sottolineando che “la democrazia che viviamo è il frutto di quella stagione, ma non è mai un risultato acquisito una volta per tutte”. Un richiamo al presente: “Libertà e pace sono un impegno quotidiano che richiede partecipazione, senso civico e responsabilità”. Il primo cittadino ha poi insistito sul ruolo delle nuove generazioni: “Chi combatté per la libertà aveva spesso vent’anni. La libertà è sempre stata una scelta dei giovani”.

Il prefetto Valerio Massimo Romeo ha evidenziato il valore nazionale della ricorrenza, ricordando “l’insurrezione generale proclamata il 25 aprile 1945 dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia”. Un passaggio che segna “il riscatto civile e patriottico del Paese”. Romeo ha richiamato il contributo di tutte le componenti della Resistenza, dai partigiani ai militari e alle forze dell’ordine che non aderirono alla Repubblica sociale italiana: “Dobbiamo rendere onore a chi ha restituito dignità, indipendenza, democrazia e libertà all’Italia”. E rivolgendosi ai giovani ha aggiunto: “Sta a voi custodire la Costituzione e difenderne i valori nella vita quotidiana”.

Quindi la presidente della Provincia Agnese Carletti, che ha collegato il significato del 25 aprile alle tensioni del presente. “La pace non è più un dato acquisito”, ha osservato, richiamando i conflitti in corso e il rischio di perdita della memoria storica. Da qui l’invito a considerare l’antifascismo come “un impegno civile permanente” e non come una ricorrenza formale. Carletti ha anche ricordato gli ottant’anni dal voto alle donne, definendolo “il completamento necessario della Liberazione”.

Marco Crimi