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Acqua e Sapone, la Regione cerca il rilancio del sito di Piancastagnaio: interlocuzione con tre aziende

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Il futuro del sito Acqua e Sapone di Piancastagnaio passa dalla ricerca di un nuovo soggetto industriale. È questo il punto emerso dal tavolo convocato oggi in Regione Toscana, dove organizzazioni sindacali, rappresentanze aziendali, azienda e istituzioni si sono confrontate sulla vertenza che riguarda lo stabilimento amiatino.

L’incontro, ospitato nella sede della presidenza della Regione, è stato coordinato da Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali del presidente Eugenio Giani. Presenti anche il sindaco di Piancastagnaio Franco Capocchi e la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti. Per tutta la mattina, davanti a Palazzo Strozzi Sacrati, è rimasto il presidio dei lavoratori in attesa dell’esito del confronto.

“È stato un incontro interlocutorio, ma finalmente si è cominciato a parlare di contenuti”, ha dichiarato Fabiani. L’azienda, ha spiegato, ha chiesto tempo per rispondere ad alcune domande poste dai sindacati. Per questo il tavolo resta aperto e sarà riconvocato il 17 giugno.

Secondo Fabiani, un punto è ormai acquisito: “Il passaggio di mano del sito, per garantire continuità produttiva e occupazionale, è condizione irrinunciabile per raggiungere qualsiasi tipo di accordo”. La Regione ha inoltre avviato lo scouting per individuare possibili investitori: “Abbiamo già avviato interlocuzioni con tre soggetti imprenditori che nei prossimi giorni saranno in visita al sito”.

Soddisfazione prudente anche da parte della Filcams Cgil Siena. Per Gianluca Scaroni, della segreteria provinciale, il fatto che ci siano più aziende interessate rappresenta “sicuramente un dato positivo”. Positiva, secondo il sindacato, anche la conferma da parte dell’azienda della disponibilità a mettere a disposizione una dote economica e lavorativa per la reindustrializzazione.

“Sui buoni propositi ci siamo – ha spiegato Scaroni – ma ora bisogna dare concretezza alle cose e iniziare a parlare di numeri”. Tra le richieste avanzate c’è anche quella di riattivare la movimentazione della merce nel sito di Piancastagnaio, come segnale concreto della volontà di mantenere viva la prospettiva produttiva.

L’azienda, su questo punto, si è riservata di dare una risposta. Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un confronto con le organizzazioni sindacali per chiarire sia questo aspetto sia le risorse disponibili per accompagnare eventuali percorsi alternativi, nel caso in cui la reindustrializzazione non riuscisse ad assorbire tutti i lavoratori.