Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Addio a Craig Venter, il genio del DNA. Rappuoli: “Così ha cambiato i vaccini”

Condividi su

La scomparsa di J. Craig Venter, pioniere della genomica moderna, segna la fine di una stagione rivoluzionaria della scienza, ma lascia in eredità un metodo destinato a orientare il futuro della ricerca. Il biologo statunitense, morto a 79 anni a San Diego, è stato tra i protagonisti della mappatura del genoma umano e dell’avvio della biologia sintetica, grazie anche alla sfida portata avanti con Celera Genomics al progetto pubblico internazionale.

A ricordarne il ruolo è Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, che sottolinea come il lavoro di Venter abbia aperto nuove strade anche nel campo dei vaccini. “La morte di Craig Venter segna la scomparsa di uno dei protagonisti più innovativi della biologia contemporanea, ma soprattutto richiama con forza una direzione che oggi è più attuale che mai: utilizzare la conoscenza del genoma per costruire soluzioni concrete per la salute umana”.

Un passaggio chiave, racconta Rappuoli, risale al 1995, quando Venter pubblicò il primo genoma completo di un organismo vivente. Da lì nacque la collaborazione che portò allo sviluppo del vaccino contro il meningococco B attraverso la cosiddetta “reverse vaccinology”: un cambio di paradigma che ha permesso di passare dall’osservazione diretta del microrganismo all’analisi dei dati genomici. “Per la prima volta nella storia dei vaccini non siamo partiti dal microrganismo, ma dalle informazioni contenute in un computer”, spiega.

Un approccio che ha anticipato di anni le tecnologie utilizzate durante la pandemia da Covid-19. Rappuoli ricorda infatti come già nel 2013, grazie alla sintesi di geni a partire da una sequenza pubblicata online, fu possibile sviluppare in pochi giorni prototipi di vaccino contro un virus aviario. “Questo nuovo modo di fare vaccini con geni sintetici, senza aver mai visto il virus, è quello che è stato fatto da tutti nel 2020 per i vaccini Covid”.

Oggi, sottolinea il direttore del Biotecnopolo, quella rivoluzione entra in una nuova fase, spinta dalla convergenza tra genomica, biologia sintetica, capacità di calcolo e intelligenza artificiale. “Resta però centrale il ruolo dello scienziato, che deve interpretare questi risultati e trasformarli in applicazioni utili”.

Una lezione che riguarda anche la formazione delle nuove generazioni di ricercatori: “Non basta conoscere le tecnologie, bisogna saperle utilizzare con una visione chiara e con la capacità di lavorare tra discipline diverse. La lezione di Venter è proprio questa: avere il coraggio di cambiare prospettiva”.