Il futuro della Beko di Siena resta appeso a una data: l’8 ottobre, quando la vertenza tornerà al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Produzioni inferiori alle attese, investimenti in ritardo e, soprattutto, ancora nessun progetto industriale concreto per lo stabilimento di viale Toselli.
“Ci aspettiamo che al ministero ci dicano se ci sono aziende veramente interessate a operare nello stabilimento”, è la richiesta dei sindacati. Per Giuseppe Cesarano della Fim Cisl “non c’è ancora nulla di concreto all’orizzonte” e l’unica certezza, al momento, è la fine degli ammortizzatori sociali il 31 dicembre 2027. Sono 148 i lavoratori ancora coinvolti nella vertenza.
Daniela Miniero della Fiom Cgil chiede invece di conoscere i nomi dei soggetti industriali interessati e avverte: “I lavoratori di Siena chiedono di lavorare e, in questa fase, il tempo è fondamentale”.
“Non abbiamo ancora nulla concreto – commenta Miniero -. L’unica cosa certa è che il 31 dicembre del prossimo anno finiranno gli ammortizzatori sociali, ma abbiamo anche 148 lavoratori che vogliono conoscere il proprio futuro. Servono al più presto nomi di soggetti industriali interessati”.