Dagli elettrodomestici all’elettronica per l’aerospazio, senza fare a pezzi la fabbrica. Il futuro dell’ex Beko di Siena comincia ad avere non soltanto il nome di un possibile protagonista, Leonardo, ma anche una prima ipotesi di cosa potrebbe essere prodotto all’interno dello stabilimento di viale Toselli. A svelare i primi dettagli è il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che dopo l’annuncio del ministro Adolfo Urso ha contattato direttamente Francesco Macrì, presidente di Leonardo. Dal colloquio è emersa la possibilità di un’attività industriale legata all’elettronica, con applicazioni anche nel settore aerospaziale, ma di natura civile. E soprattutto la disponibilità, riferita da Giani, a valutare un intervento sull’intero complesso aziendale, evitando di suddividerlo tra più soggetti.
“Oggi ho sentito Francesco Macrì, il presidente di Leonardo Spa, che ha confermato il possibile interessamento dell’impresa: noi siamo pronti ad accompagnare questo percorso a determinate condizioni, ma nel caso s’intende un investimento che sia in ambito civile”, spiega Giani.
Il presidente della Regione racconta di aver preso contatto con Macrì immediatamente dopo il tavolo ministeriale, anche alla luce della presenza già significativa di Leonardo in Toscana.
“Macrì mi ha assicurato che nel momento in cui si inserisse questa disponibilità, quella di Leonardo sarebbe una disponibilità che evita ‘spezzettamenti’ e che conseguentemente prende in carico l’intero corpo aziendale”, riferisce Giani.
Un passaggio particolarmente importante per il futuro dello stabilimento senese, sul quale negli ultimi mesi si sono concentrate le ipotesi di reindustrializzazione.
“Come destinazione di lavoro mi ha parlato di elettronica e quindi, fra le varie attività di Leonardo, di un’attività che si indirizza verso una produzione industriale legata a prodotti magari dell’aerospazio, o anche di altra natura, ma comunque civili”, aggiunge il governatore.
La Regione Toscana si dice pronta a sostenere il progetto anche economicamente, soprattutto attraverso la formazione dei lavoratori. Secondo quanto riferito da Giani, lo stesso Macrì avrebbe sollecitato un intervento regionale per preparare il personale alle nuove attività produttive.
“Se ci saranno queste condizioni metteremo le risorse necessarie, nello spirito che ha animato le nostre leggi sul reinserimento lavorativo, ovvero formazione e remunerazione nel periodo necessario perché poi il personale possa essere idoneo all’attività lavorativa”.
Giani conferma quindi la disponibilità della Regione a mettere a disposizione risorse, corsi e personale per favorire il reinserimento occupazionale, in particolare nei settori dell’elettronica e dell’aerospazio.
Ma dalla Regione arriva anche una richiesta precisa: l’eventuale progetto dovrà garantire il recupero dei 299 posti di lavoro previsti all’inizio della vertenza.
A ribadirlo è Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani per il lavoro e le crisi aziendali, presente al tavolo romano insieme alle strutture regionali.
“Occorre chiarezza e gli annunci devono essere corroborati da fatti concreti”, sottolinea Fabiani. “Se c’è un interessamento della Leonardo deve essere accompagnato da elementi a corredo e da un impegno chiaro, visto che si parla di un gruppo così importante, ovvero saturare l’intero sito di Siena e rioccupare 299 lavoratori”.
Fabiani chiede inoltre che Leonardo si confronti con le numerose imprese del comparto aerospaziale già presenti in Toscana, per valutare possibili collegamenti produttivi.
Resta poi da chiarire un altro aspetto: come si inserirebbe l’eventuale intervento di Leonardo nella procedura già avviata da Invitalia e Comune di Siena per individuare nuovi investitori?
È lo stesso Fabiani a sollevare la questione, ricordando che il bando per la reindustrializzazione dello stabilimento è ancora aperto.
Il consigliere regionale torna infine sugli impegni assunti da Beko, sostenendo che gli investimenti realizzati siano stati molto inferiori a quelli previsti dall’accordo sottoscritto al Ministero.
“I lavoratori però hanno fatto sacrifici, più di tutti a Siena”, osserva Fabiani.
Sul fronte della formazione, il secondo percorso dedicato ai lavoratori senesi dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Per avviare quello specialistico sarà invece necessario conoscere i contenuti del futuro piano industriale.
L’ipotesi Leonardo assume dunque contorni più precisi, ma resta ancora tutta da verificare. Il colloquio tra Giani e Macrì apre uno scenario che comprende produzioni civili, elettronica e possibile coinvolgimento dell’intero stabilimento. Per trasformarlo in un progetto concreto serviranno però investimenti definiti, garanzie occupazionali e un accordo tra tutti i soggetti coinvolti.