Braccio di ferro nell’Asl: sindacati in stato d’agitazione, l’azienda rilancia la trattativa sulle indennità

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Trattative ferme, continui rinvii e un contratto integrativo aziendale che, a otto mesi dalla firma del contratto nazionale, ancora non c’è. Lo denunciano NurSind e Nursing Up, che hanno proclamato lo stato di agitazione del personale sanitario dell’Asl Toscana Sud Est, chiedendo al prefetto di Arezzo l’attivazione del tentativo di conciliazione con la direzione aziendale.

A spiegare le ragioni della protesta sono i segretari territoriali del NurSind di Arezzo, Grosseto e Siena, Claudio Cullurà, Valentina Galesi e Danilo Malatesta. “Ci troviamo davanti a uno stato di paralisi di fatto delle trattative con l’Asl Toscana Sud Est, dovuto principalmente ai continui rinvii del calendario e alle modifiche dei tavoli di trattativa operate unilateralmente dall’Azienda. Uno stallo che sta impedendo la formulazione del contratto integrativo aziendale, creando un danno economico importante ai lavoratori”.

Secondo il sindacato, l’azienda sanitaria fornirebbe inoltre la documentazione necessaria “in maniera tardiva, incompleta e talvolta errata”, riducendo così i tempi per il confronto sindacale. Da qui la decisione, condivisa con Nursing Up, di proclamare lo stato di agitazione.

L’Asl Toscana Sud Est respinge però le accuse e assicura di non avere alcuna intenzione di rallentare o interrompere il confronto. L’azienda sanitaria ricorda di aver accolto la proposta di istituire una Commissione paritetica per analizzare l’attuale sistema delle indennità e spiega che le date già fissate per la trattativa sono state soltanto rimodulate per impegni dei componenti.

“Gli incontri della Commissione rappresentano un’attività preparatoria per la prosecuzione della trattativa e non un’attività parallela – sottolinea l’Asl – poiché il sistema indennitario è un elemento centrale e fondamentale dell’accordo sui fondi per il 2026”.

L’Azienda si dice inoltre convinta che, “con spirito di leale e costruttiva collaborazione e nel rispetto dei differenti ruoli”, sia possibile arrivare a un accordo soddisfacente per tutte le parti, annunciando che a breve saranno comunicate le date dei prossimi incontri.

La partita, dunque, resta aperta. Da una parte i sindacati denunciano una situazione di stallo che rischia di penalizzare economicamente il personale sanitario, dall’altra l’Asl assicura che il percorso negoziale prosegue e che la rimodulazione del calendario è finalizzata proprio a costruire un accordo condiviso sul contratto integrativo aziendale.