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Caos sul bus a Poggibonsi: porte forzate e corsa fermata, Autolinee Toscane pronta ad azioni legali

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Prima le urla contro l’autista, poi le porte forzate del pullman e infine il blocco della corsa per oltre un’ora. È una serata di tensione quella raccontata da Autolinee Toscane dopo quanto accaduto sabato sera a bordo della linea extraurbana 131 tra Firenze e Siena, all’altezza della stazione ferroviaria di Poggibonsi.

L’episodio si è verificato intorno alle 22.20 sulla corsa partita da Firenze alle 21.15. Secondo quanto riferito dall’azienda, alcuni giovani presenti sul bus avrebbero chiesto all’autista di poter scendere fuori fermata, in un punto non autorizzato. Di fronte al rifiuto del conducente, il gruppo avrebbe reagito dando in escandescenza e forzando l’apertura delle porte posteriori del mezzo per scendere comunque.

L’autista ha quindi richiesto l’intervento della polizia, che ha acquisito le immagini della videosorveglianza di bordo per ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabili.

Il danneggiamento alle porte ha costretto il bus a fermarsi per le riparazioni, con conseguenze anche sul servizio pubblico. Per consentire ai passeggeri di proseguire il viaggio è stato necessario inviare un mezzo sostitutivo, che è ripartito da Poggibonsi verso Siena soltanto alle 23.20, causando un’interruzione del servizio di circa un’ora e un quarto.

“Il danno riportato dalla porta posteriore ha costretto il fermo macchina del bus per alcuni giorni, distraendo dal servizio un autobus nuovo, entrato in servizio lo scorso mese di febbraio”, spiega “Autolinee Toscane” attraverso il responsabile della sede operativa di Siena, Filippo Giustarini.

L’azienda segnala inoltre che episodi simili “accadono ormai da alcuni mesi” soprattutto nei fine settimana e sulla stessa linea, “in concomitanza con la chiusura della scuola e la presenza di utenti molto giovani”.

Per questo “Autolinee Toscane” porterà il caso all’attenzione di Provincia e Regione durante il prossimo Gruppo Tecnico Territoriale, valutando “anche interventi drastici” se il problema dovesse proseguire.

“Oltre al danno economico al mezzo – sottolinea ancora Giustarini – l’impatto è anche sulla collettività che utilizza il servizio per motivi di pendolarismo o lavoro”.

L’azienda fa inoltre sapere di aver dato mandato al proprio ufficio legale di avviare “tutte le azioni sia in sede civile che in sede penale” nei confronti dei responsabili dei danneggiamenti, che potrebbero essere identificati grazie alle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza presente sul mezzo.