La possibile pista Leonardo per il futuro dell’ex Beko accende lo scontro politico e sindacale nel territorio. Dopo le parole del deputato di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti, che a “La Vasca” ha raccontato di aver contattato il nuovo presidente di Leonardo, Francesco Macrì, per valutare un possibile coinvolgimento del gruppo nel sito senese, arriva la critica del consigliere comunale di Castelnuovo Popolare Roberto Montanelli. A stretto giro anche la replica della Fim Cisl, che invita a mettere al centro lavoro e prospettive concrete.
Secondo Montanelli, il tema non riguarda solo Siena ma l’intera area senese. “Le centinaia di posti di lavoro persi colpiscono tutti i comuni dell’area e un rilancio produttivo e occupazionale non può prescindere da una pianificazione congiunta tra imprese e amministratori locali di tutto il territorio senese”, afferma il consigliere.
Montanelli critica duramente la scelta di guardare a Leonardo come possibile interlocutore per la reindustrializzazione dell’ex Beko. “La destra che governa il capoluogo, con il deputato Michelotti in testa, sta facendo campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori e di un intero territorio”, sostiene. Per il consigliere, finora “non ci sono stati atti concreti per rilanciare lo sviluppo economico e con esso i posti di lavoro”.
Il punto più critico riguarda la natura industriale di Leonardo. Montanelli parla di “multinazionale leader nel settore delle armi” e definisce l’ipotesi di un suo insediamento nell’ex Beko “il segno di una grave mancanza non solo di riferimenti etici, ma anche di visione per il futuro del territorio”.
Secondo il consigliere di Castelnuovo Popolare, il Senese dovrebbe puntare su altri settori. “Il nostro territorio è vocato per la ricerca, per il settore farmaceutico e delle biotecnologie, per l’agroindustria”, afferma Montanelli, indicando anche le energie rinnovabili tra gli ambiti sui quali costruire un possibile rilancio. Da qui la proposta di “un tavolo territoriale, con amministratori locali, imprenditori, cooperative, associazioni e lavoratori, per un piano di sviluppo sostenibile che garantisca posti di lavoro, pace e sicurezza sociale”.
Di segno opposto la posizione della Fim Cisl Siena Grosseto, affidata al segretario generale Giuseppe Cesarano. Per il sindacato, le dichiarazioni di Montanelli “criticano la reindustrializzazione dell’ex Beko, ma non indicano alternative concrete per garantire occupazione e sviluppo”.
La Fim Cisl ritiene che ogni investimento debba essere valutato senza pregiudizi. “Ogni investimento serio deve essere valutato senza pregiudizi ideologici, mettendo al centro il lavoro, le competenze e il futuro del territorio”, sottolinea Cesarano.
Il sindacato accoglie quindi positivamente l’apertura arrivata da Michelotti. “Bene quanto auspicato dall’onorevole Michelotti. Noi faremo la nostra parte per il lavoro, non per le ideologie”, afferma il segretario generale della Fim Cisl Siena Grosseto.
Per Cesarano, Siena deve continuare a valorizzare le proprie vocazioni produttive e di ricerca, ma senza chiudersi a nuove opportunità. “La crescita passa anche dalla capacità di attrarre nuovi investimenti e diversificare il proprio tessuto industriale. I lavoratori dell’ex Beko hanno bisogno di prospettive reali, non di contrapposizioni politiche”.
La priorità, conclude la Fim Cisl, deve restare l’occupazione. “Servono responsabilità, pragmatismo e scelte coraggiose. La priorità deve essere una sola: garantire lavoro e futuro alle famiglie coinvolte”.