Un incarico che non sarebbe rinnovato, ma che rischia di trasformarsi in un trofeo politico. La Comunità Ebraica di Firenze e Adei-Wizo, Associazione Donne Ebree d’Italia, intervengono duramente sulle notizie relative al mancato rinnovo di Marco Carrai ai vertici della Fondazione Meyer, contestando soprattutto le motivazioni politiche attribuite alla scelta e il riferimento al suo ruolo di console onorario di Israele.
Secondo la nota, le dichiarazioni che descrivono il mancato rinnovo come un atto di “coerenza politica” o come il superamento di una “contraddizione etica” legata al doppio incarico rafforzerebbero “la sensazione di una scelta che si configura come un premio a chi manifesta da anni contro Carrai”.
Il documento richiama le contestazioni subite negli ultimi anni dal console onorario, comprese le scritte apparse sui muri della città, sostenendo che il confronto avrebbe ormai superato il terreno della divergenza politica. Per Comunità Ebraica e Adei-Wizo, il rischio è che l’essere console di Israele venga considerato di per sé “una patente di indegnità morale”.
Nella nota viene ricordato anche l’impegno attribuito a Carrai per portare a Firenze bambini provenienti da Gaza affinché potessero ricevere cure. Un’attività che, secondo le due realtà, sarebbe rimasta sullo sfondo rispetto alla contrapposizione politica: “Conta solo aggiungere un trofeo alla ‘caccia al sionista’, che va tanto di moda”.
La Comunità Ebraica precisa di non voler entrare nel merito delle decisioni sulla governance del Meyer né di esprimere valutazioni sull’operato di Carrai all’interno della Fondazione. A lui viene però espressa solidarietà per il ruolo di console onorario di Israele svolto durante gli anni della guerra e per le contestazioni ricevute.
È invece sul significato politico attribuito alla vicenda che arriva l’attacco più netto: “Non può non colpirci il populismo di questa scelta”. Secondo la nota, una parte del dibattito sarebbe concentrata più sulla contrapposizione a Israele che sulla ricerca di soluzioni concrete al conflitto e sulla tutela delle vittime.
La conclusione è altrettanto dura. Comunità Ebraica di Firenze e Adei-Wizo accusano chi oggi festeggia il mancato rinnovo di voler “sventolare la bandiera dell’odio verso Israele” e di trasformare la questione in capitale politico attraverso “boicottaggi” ed “epurazioni” di figure considerate invise alla piazza.
“Lavorare alla soluzione dei conflitti richiede ben altro spessore, politico e umano”, concludono le due organizzazioni.