Chigiana, il Requiem per Giulia debutta a Siena. Mannucci: “Non è un’opera di cronaca, ma di coscienza”
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Non soltanto un concerto, ma un invito alla riflessione contro ogni forma di violenza sulle donne. Domani, mercoledì 15 luglio alle 21 nella chiesa di Sant’Agostino, il Chigiana International Festival presenterà in prima mondiale “Requiem per Giulia – Contra violentiam in feminas”, l’opera del compositore Andrea Mannucci dedicata alla memoria di Giulia Cecchettin e di tutte le donne vittime di violenza.
Una composizione che nasce da una delle pagine più dolorose della cronaca italiana, ma che sceglie di andare oltre il singolo episodio per trasformarlo in un messaggio universale.
“Requiem per Giulia è un lavoro che ho dedicato alla memoria di Giulia Cecchettin, ma non è un’opera di cronaca: è un’opera di coscienza”, spiega Mannucci. “Nel corso della composizione mi sono reso conto che non dovevo fermarmi a una singola vicenda. Quel ricordo doveva trasformarsi in una memoria universale, come accade quando alcuni nomi diventano simboli”.
Da qui la scelta del sottotitolo in latino, Contra violentiam in feminas, che racchiude il significato più profondo dell’opera. Il Requiem vuole infatti essere un messaggio contro il femminicidio, ma anche contro tutte le forme di violenza che colpiscono le donne.
“È un messaggio contro la violenza sulle donne e contro il femminicidio, ma non soltanto – prosegue il compositore –. Vuole denunciare tutte le diverse forme di violenza, anche quelle considerate meno gravi, ma comunque insopportabili: dallo stupro fino ai comportamenti aggressivi e irrispettosi dell’uomo nei confronti della propria compagna, della figlia o di una collega”.
L’obiettivo dell’opera non è quindi soltanto quello di ricordare una vittima, ma di interrogare il pubblico sulle radici culturali della violenza e sul valore del rispetto nelle relazioni umane.
“Questo Requiem vuole rendere giustizia alle vittime e restituire dignità alla loro memoria. Spero che chi verrà ad ascoltarlo non esca soltanto con il ricordo di una composizione musicale, ma anche con una riflessione in più sul rapporto tra uomo e donna, che deve essere sempre fondato sul rispetto”.
L’esecuzione della complessa partitura, scritta per voce recitante femminile e maschile, soprano, coro, corno, ensemble di percussioni, pianoforte, quintetto d’archi ed elettronica, sarà affidata a un cast di primo piano con Valentina Piovano, Edoardo Siravo, il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”, il Chigiana Percussion Ensemble e la direzione di Lorenzo Donati.
Ad aprire la serata sarà un’altra prima mondiale, “D’Altro canto 2” di Nicola Bernardini, per cinque voci ed elettronica dal vivo. Due nuove produzioni originali che confermano la vocazione del Festival chigiano a coniugare ricerca musicale contemporanea e riflessione sui grandi temi del nostro tempo.