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Chirurgia robotica dell’Asl: oltre vent’anni di formazione e innovazione, formati più di 1450 medici

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Oltre vent’anni di attività, più di 1.450 chirurghi formati provenienti da 28 Paesi e un modello didattico divenuto riferimento internazionale. Sono questi alcuni dei numeri della Scuola di Chirurgia Robotica dell’Azienda USL Toscana sud est, con sede a Grosseto, che oggi, martedì 5 maggio, sono stati presentati alla Camera dei Deputati, a Roma.

L’evento rappresenta un’importante occasione per fare il punto su un’esperienza pionieristica avviata nei primi anni Duemila, quando la chirurgia robotica era ancora una disciplina emergente. Già nell’ottobre 2000 a Grosseto veniva eseguito uno dei primi interventi robotici, mentre nel 2003 prendeva ufficialmente forma la Scuola Speciale Acoi di Chirurgia Robotica, dando avvio a un percorso strutturato di alta formazione.

«Esperienze come quella della Scuola di Chirurgia Robotica di Grosseto dimostrano quanto sia strategico investire in innovazione, formazione e qualità delle infrastrutture sanitarie pubbliche. È fondamentale sostenere e valorizzare questi modelli di eccellenza, che rafforzano il nostro sistema sanitario e garantiscono ai cittadini cure sempre più avanzate e sicure» dichiara Marco Simiani.

«La Scuola di Grosseto è oggi una realtà consolidata e ampiamente riconosciuta nel panorama nazionale e internazionale, capace di coniugare in modo efficace e dinamico attività clinica, didattica e ricerca, – sottolinea il direttore della Scuola, Andrea Coratti – Nel corso degli anni, questo percorso ha permesso di costruire un ambiente altamente qualificato, in cui l’innovazione tecnologica si integra con la formazione continua e con l’applicazione clinica quotidiana, garantendo standard elevati sia nell’assistenza ai pazienti sia nella preparazione dei professionisti. Abbiamo formato centinaia di specialisti, provenienti non solo da diverse realtà italiane ma anche dall’estero, contribuendo in maniera significativa allo sviluppo, alla diffusione e al perfezionamento della chirurgia robotica. Un impegno che ha favorito la creazione di una rete di competenze e collaborazioni, rafforzando il ruolo della Scuola come punto di riferimento per la crescita e l’evoluzione di questa disciplina a livello globale».

Il modello formativo, sviluppato e perfezionato nel tempo, integra lezioni teoriche, training su simulatori, esercitazioni su modelli biologici, attività in sala operatoria e programmi di proctoring. Un approccio progressivo che accompagna il chirurgo dall’apprendimento delle competenze di base fino alla piena autonomia clinica.

Accanto all’attività didattica, la chirurgia robotica dell’Azienda USL Toscana sud est ha registrato una crescita significativa anche sul piano assistenziale, con oltre 1.000 procedure annue e un’attività multidisciplinare che coinvolge diverse specialità, dalla chirurgia generale all’urologia, dalla ginecologia alla chirurgia pediatrica.

Negli ultimi anni, particolare attenzione è stata dedicata alle nuove generazioni di medici, attraverso il “Progetto Giovani”, che ha visto, tra il 2021 e il 2025, l’organizzazione di 42 corsi e la formazione di oltre 500 discenti. La Scuola si conferma inoltre polo attrattivo per specializzandi provenienti da numerose università italiane.

«La presentazione alla Camera dei Deputati ha rappresentato un momento di particolare rilievo istituzionale, offrendo l’opportunità di portare all’attenzione nazionale un’esperienza che si configura come una vera eccellenza del Servizio sanitario pubblico, – commenta il direttore generale dell’Azienda USL Toscana sud est, Marco Torre – Questo percorso si distingue non solo per i risultati raggiunti, ma anche per la capacità di proporre un modello organizzativo e operativo concretamente replicabile in altri contesti, fondato su innovazione, formazione continua e integrazione strutturata tra ricerca scientifica e pratica clinica. Un approccio che consente di migliorare la qualità dell’assistenza e valorizzare le competenze professionali».