Coldiretti Siena, al via il progetto Pope Bio con l’Università. Solfanelli: “Più agricoltura circolare in questi momenti di difficoltà”

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Valorizzare i sottoprodotti della filiera olivicola e zootecnica, trasformandoli in ammendanti organici innovativi per migliorare la fertilità dei suoli. Questo è lo scopo del progetto Pope Bio, presentato questa mattina da Coldiretti Siena, assieme all’Università. Si tratta di un vero e proprio esempio di agricoltura circolare, che consente di evitare gli sprechi e di portare un risparmio annuo di decine di migliaia di euro, in un momento in cui i cambiamenti climatici stanno mettendo in seria difficoltà le aziende del settore.

“Il progetto consiste nel trattare questi sottoprodotti che normalmente non vengono utilizzati – commenta Solfanelli –, trasformandoli in pellet a disposizione delle aziende per la concimazione organica. In una maniera così molto più fruibile e utilizzabile, che permette anche di risparmiare notevolmente sullo smaltimento di questi sottoprodotti. In un momento molto complicato dal punto di vista del clima, non possiamo permetterci sprechi e spese ulteriori. Proprio riguardo alle temperature, ci tengo a sottolineare la nostra preoccupazione, poiché questo clima tropicale sta ormai diventato normalità. I cereali sono già stati raccolti, ma per quel che riguarda le olive e i vigneti siamo molto preoccupati, perché nonostante sembrano esserci buone produzioni, queste ondate di calore che si alternano con delle piogge torrenziali, rischiano di  provocare la cosiddetta cascola quindi la morte e la caduta del frutto. L’agricoltura sta iniziando a trasformarsi. D’altronde agricoltura è sempre stata trasformazione, innovazione nel solco della tradizione”.

Il progetto è finanziato dal FEASR 2023-2027 e coordinato Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Siena. Pope Bio è finanziato dalla Regione Toscana ed ha ricevuto anche i fondi dell’Unione Europea.