Sulla vertenza Engineering è stato trovato l’accordo sulla crisi indutriale: previsti un taglio degli esuberi e stipendi salvati per i lavoratori più esposti. Dopo settimane di confronto serrato, azienda e sindacati siglano un’intesa che prova a tenere insieme conti e occupazione.
Il punto di partenza è la crisi dichiarata dal gruppo nei mesi scorsi. Da qui la trattativa che ha portato all’attivazione del contratto di solidarietà, con una riduzione dell’orario differenziata: più pesante per una parte dei lavoratori, più contenuta per altri, nel segno di una distribuzione equa dei sacrifici.
Ma il dato più rilevante è quello economico. Per i dipendenti maggiormente coinvolti è prevista un’integrazione che consente di arrivare a circa il 95% della retribuzione, limitando l’impatto della riduzione delle ore lavorate.
Sul fronte occupazionale, l’intesa ridimensiona anche il numero degli esuberi: da 658 a 472 addetti, grazie a ricollocazioni interne, processi di internalizzazione e uscite volontarie.
Accanto agli ammortizzatori, spazio anche a formazione e politiche attive, con percorsi di riqualificazione e monitoraggi periodici nei territori, oltre a misure di accompagnamento alla pensione su base volontaria.
“È un accordo importante – commentano Giuseppe Cesarano (Fim Cisl Siena) e Daniela Miniero (Fiom Cgil Siena – perché siamo riusciti a coniugare le esigenze aziendali con la tutela del reddito e dei diritti dei lavoratori. Abbiamo garantito equità e ottenuto condizioni migliorative”.
Il percorso, però, non è ancora chiuso. L’intesa dovrà essere approvata dai lavoratori e si inserisce in un passaggio più ampio: a breve è atteso il confronto sul piano industriale, decisivo per capire le prospettive future del gruppo e la tenuta occupazionale anche nei territori.