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Dagli arredi alla bellezza diabolica: “Pienza città di luce” racconta il Rinascimento a Palazzo Piccolomini

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A Pienza il Rinascimento entra nelle case, negli arredi e perfino nei simboli più inquieti dell’immagine femminile. Due appuntamenti della rassegna “Pienza città di luce” porteranno il pubblico dentro la cultura materiale e l’immaginario del Quattrocento e del Cinquecento, tra il Palazzo Piccolomini e il dialogo con la mostra senese “Abitare il Rinascimento”.

Sabato 13 giugno, alle 16.30, Palazzo Piccolomini ospiterà l’incontro “Abitare il Rinascimento. Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera”, a cura di Laura Bonelli e Marilena Caciorgna. Le due curatrici accompagneranno il pubblico alla scoperta degli ambienti, delle consuetudini e degli stili di vita della Siena rinascimentale, raccontando il percorso della mostra inaugurata il 22 maggio al Palazzo delle Papesse.

L’esposizione raccoglie oltre ottanta opere tra arredi, dipinti e oggetti d’uso, con l’obiettivo di ricostruire la vita domestica tra Quattrocento e Cinquecento. Cassoni, spalliere, corredi e manufatti legati alla quotidianità raccontano il ruolo della famiglia, il prestigio sociale e le celebrazioni matrimoniali.

Il percorso si intreccia idealmente con Palazzo Piccolomini, dimora estiva di Enea Silvio Piccolomini. I due edifici rappresentano due modi complementari di abitare il Rinascimento: da un lato la visione armonica della città ideale di Pienza, promossa da Pio II; dall’altro il contesto urbano di Siena, dove la dimora privata diventa anche spazio di rappresentanza.

A rafforzare questo legame sono anche due opere provenienti dal Palazzo Piccolomini ed esposte nella mostra senese: il cassone con “Corteo di Putti” di Benvenuto di Giovanni, abitualmente conservato nella camera da letto di Pio II, e una spalliera cinquecentesca della sala da pranzo, con una figura di fanciullo tra sportelli dipinti e nature.

Domenica 14 giugno, alle 16, sarà invece la volta della conferenza “Una diabolica bellezza. Serpi, corna, code nell’immagine femminile rinascimentale”, a cura di Roberta Orsi Landini, studiosa del tessuto e del costume.

L’incontro analizzerà le rappresentazioni della donna nella cultura occidentale e nell’iconografia rinascimentale, soffermandosi sui simboli che associavano il femminile all’instabilità, all’irrazionalità e al pericolo. Al centro della riflessione anche il valore simbolico dei capelli, interpretati come emblema di vitalità, fertilità e seduzione.

Acconciature elaborate, ornamenti e abiti ricchi di riferimenti simbolici contribuirono infatti a costruire un’immagine femminile seducente e misteriosa, ma anche percepita come potenzialmente sovversiva rispetto all’ordine sociale dominante.

Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a palazzopiccolominipienza@operalaboratori.com o telefonare al numero 0578 748392.