David Rossi, Ceccherelli pronto ad essere ascoltato in audizione. Ed il Calcio Storico diffida Giletti

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Il presidente del Calcio Storico Fiorentino, Michele Pierguidi, ha inviato una diffida formale a Massimo Giletti e alla redazione della trasmissione Rai “Lo Stato delle Cose”, chiedendo una rettifica per il modo in cui è stata rappresentata la storica manifestazione fiorentina. Intanto gli Azzurri si schierano a difesa di Gabriele Ceccherelli, detto Zena, ex calciante chiamato in causa nell’inchiesta parlamentare sulla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena. “È uno dei nostri, è una persona perbene e fino a prova contraria è innocente”, dichiara il presidente degli Azzurri, Maurizio Matta.

Due prese di posizione che arrivano dopo la puntata del 19 ottobre della trasmissione condotta da Giletti, durante la quale si è parlato degli sviluppi dell’inchiesta parlamentare sulla morte di David Rossi e del presunto coinvolgimento di Ceccherelli.

L’ex calciante è stato indicato dal presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, Gianluca Vinci, come presunto organizzatore di un’azione intimidatoria ai danni di Rossi, che secondo l’ipotesi riferita dalla Commissione avrebbe avuto un esito mortale. Si tratta di una ricostruzione ancora da accertare, rispetto alla quale Ceccherelli ha dichiarato la propria completa estraneità.

“Non so niente, non conosco nessuno di questa vicenda, l’unica volta che sono stato a Siena è stato per comprare un paio di scarpe, non ho nulla a che fare con questa vicenda”, ha affermato l’ex calciante.

Attraverso il proprio legale, l’avvocato Federico Bagattini, Ceccherelli ha inoltre comunicato alla Commissione parlamentare la disponibilità a essere ascoltato in un’eventuale audizione.

A prendere pubblicamente le sue difese è Maurizio Matta, presidente degli Azzurri del Calcio Storico Fiorentino.

“Noi ci stringiamo intorno a Gabriele Ceccherelli. È uno dei nostri. Siamo convinti che verrà fuori una cosa diversa rispetto a ciò che leggiamo: è una persona perbene e fino a prova contraria è innocente”.

Matta non nasconde la rabbia per le notizie che stanno coinvolgendo l’ex giocatore e, indirettamente, l’ambiente del Calcio Storico.

“In corpo sento rabbia. Il nostro è un colore pulito, fatto di ragazzi seri: siamo arrabbiatissimi nei confronti di chi spara ‘robaccia’ contro di noi”.

Il presidente degli Azzurri rivendica anche il ruolo sociale della propria realtà.

“Gabriele è conosciuto da tutti. La gente si diverte a far del male agli altri. Noi facciamo cose stupende, anche nel sociale: questa cosa ci lascia addosso una grande amarezza”.

Ma la polemica non si ferma alla difesa di Ceccherelli. A intervenire è anche il presidente del Calcio Storico Fiorentino, Michele Pierguidi, che nel pomeriggio del 20 ottobre ha inviato una comunicazione formale alla redazione di “Lo Stato delle Cose”.

L’oggetto della lettera è una “diffida formale e richiesta di rettifica” indirizzata al conduttore Massimo Giletti e alla trasmissione Rai.

Pierguidi contesta in particolare l’accostamento del Calcio Storico Fiorentino alle vicende affrontate durante la puntata e la rappresentazione della manifestazione come “violenza pura”.

“Si contesta con decisione l’accostamento del Calcio Storico Fiorentino, manifestazione storica tra le più importanti e identitarie della città di Firenze, a vicende che nulla hanno a che vedere con la sua autentica natura, nonché la rappresentazione che ne è stata data, descrivendolo come ‘violenza pura’”, si legge nella lettera.

Per il presidente, una simile descrizione non rende giustizia alla storia e al significato della manifestazione.

“Una simile rappresentazione è profondamente irrispettosa nei confronti della città di Firenze, della sua storia, delle sue tradizioni e di tutti coloro che, con passione, dedizione e senso di appartenenza, custodiscono e tramandano questa tradizione plurisecolare”.

Pierguidi insiste sulla necessità di distinguere le vicende personali di chi ha praticato il Calcio Storico dall’identità della manifestazione.

“Il Calcio Storico Fiorentino non può essere ridotto a una mera manifestazione di violenza, né utilizzato quale elemento di accostamento indiscriminato a fatti e comportamenti estranei al contesto storico e culturale della manifestazione”.

Nella diffida viene inoltre ricordato che i calcianti partecipano senza ricevere compensi, dedicando tempo ed energie alla propria squadra e alla tradizione cittadina.

“Questi uomini partecipano per passione, orgoglio e senso di appartenenza, contribuendo alla conservazione di un patrimonio tramandato di generazione in generazione”.

Il presidente richiama quindi la responsabilità di chi racconta pubblicamente una manifestazione tanto radicata nell’identità fiorentina.

“La libertà di informazione e di critica non può prescindere dalla correttezza, dalla necessaria contestualizzazione e dal rispetto dovuto alla storia e all’identità di una comunità”.

Da qui la richiesta a Giletti e alla redazione di non riproporre rappresentazioni ritenute offensive e di fornire un chiarimento pubblico.

“Si richiede, inoltre, un pubblico chiarimento e una rettifica che restituiscano alla manifestazione il suo corretto contesto storico e culturale, riconoscendo il rispetto dovuto alla città di Firenze e a tutti i calcianti che, senza alcun compenso, continuano a custodirne e tramandarne la tradizione”.

La lettera si conclude con una presa di posizione netta: “Firenze e il suo Calcio Storico meritano rispetto”.

Pierguidi si riserva infine ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti.