Una “grave lesione della presunzione di innocenza, sancita dall’articolo 27, secondo comma, della Costituzione e tutelata anche dalla disciplina che vieta alle autorità pubbliche di presentare come colpevole una persona che non sia stata riconosciuta tale con sentenza definitiva”. E’ quanto scrive l’Unione delle Camere penali, commentando quanto accaduto lunedì scorso, quando “il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi ha letto pochi secondi di comunicato, prima che la Commissione si ritirasse in seduta segreta. Sono bastati quei pochi secondi – osservano i penalisti – per consegnare all’opinione pubblica i nomi e i cognomi di due cittadini che la Costituzione impone di considerare innocenti”.
L’Ucpi chiede quindi ai presidenti delle Camere di “intervenire affinché la Commissione riconduca la propria attività entro i limiti dei poteri che la Costituzione le attribuisce” e che “sia fatta piena luce sulla fuga di notizie, sulla diffusione di atti in possibile violazione degli obblighi di segreto e sulle modalità di conduzione dei lavori”. I penalisti sollecitano inoltre una “seria riflessione” in Parlamento sulle “garanzie dovute a chiunque venga chiamato in causa nell’ambito di un’inchiesta parlamentare. Lo Stato di diritto – osservano – non può essere sospeso per una conferenza stampa”.