Ufficio Immigrazione, la protesta dei sindacati: “Non aspettiamo che ci scappi il morto, sia cambiata la sede”
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Prima o poi, il rischio è che qualcuno finisca sotto una macchina. E allora sarà troppo tardi. È un grido d’allarme quello che arriva da via delle Sperandie, dove i sindacati di polizia FSP e SAP sono scesi in strada per denunciare le condizioni dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Siena. Fuori, famiglie con bambini e anziani costretti ad attendere lungo una curva pericolosa, senza nemmeno un marciapiede adeguato. Dentro, oltre trenta operatori alle prese con spazi insufficienti, fascicoli accatastati a terra, scrivanie che mancano e problemi di riscaldamento.
“Non so se le amministrazioni aspettano che ci sia un ferito o un morto – denuncia Gianluigi Forconi, vice segretario FSP Siena –. Basta che qualcuno sia distratto alla guida e affronti quella curva, dove la visibilità è ridotta, per investire una persona. Cerchiamo di correre ai ripari prima che succeda qualcosa”.
Il problema, però, non si ferma alla strada. “I locali sono ormai troppo piccoli per il numero di operatori impiegati – prosegue Forconi –. Non ci sono abbastanza posti per le scrivanie, la zona del fotosegnalamento non è adeguata e abbiamo problemi con il riscaldamento. Nel lungo periodo servirebbe una nuova Questura che riunisca tutti gli uffici, compresi la Stradale e la Postale. Ma per realizzarla occorreranno anni e qui non possiamo più aspettare”.
A rincarare la dose è Andrea Benzi, segretario provinciale del SAP. “La situazione interna è disastrosa. L’ufficio è ormai colmo di fascicoli a terra, i colleghi non hanno scrivanie, non hanno posti dove sedersi e devono fare lo slalom fra fascicoli e carte. Non ci sono più le condizioni di dignità per lavorare in questo posto”.
Sul tavolo delle istituzioni restano le ipotesi dei Due Ponti, nell’immobile che ospita il circolo Arci, e di viale Sardegna, dove la Provincia ha proposto di realizzare una nuova Questura. Ma i sindacati non intendono prendere posizione nella controversia.
“Noi non abbiamo preferenze – chiarisce Forconi –. So che probabilmente per i Due Ponti sono già stati stanziati dei soldi e c’è un progetto di ristrutturazione approvato. Ma non spetta a noi decidere. Chiediamo soltanto che venga individuato un posto adeguato”.
“A noi non interessa la scelta della sede – ribadisce Benzi –. Non vogliamo entrare in quello che ormai è diventato uno scontro. Quello che pretendiamo è un posto dignitoso dove poter lavorare e dove gli utenti possano attendere i documenti che richiedono”.
E sui tempi il segretario provinciale del SAP non lascia spazio a interpretazioni: “La necessità è ora, in questo momento, adesso. Non è più rimandabile. Se la situazione non verrà risolta, torneremo a farci sentire in ogni sede, con tutti gli strumenti a nostra disposizione”.