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Export senese in ripresa, il settore farmaceutico spinge le vendite

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L’export senese torna a correre e sfiora quota 1,3 miliardi di euro nei primi tre mesi del 2026. A spingere le vendite all’estero è soprattutto il settore farmaceutico, che cresce di oltre un terzo e trascina il dato complessivo della provincia a un +14,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

È quanto emerge dai dati elaborati dalla Camera di Commercio di Arezzo-Siena. Tra gennaio e marzo le esportazioni provinciali hanno raggiunto un valore di 1 miliardo e 285 milioni di euro, in aumento rispetto agli 1,1 miliardi registrati nel primo trimestre del 2025.

Il principale motore della crescita è il comparto farmaceutico, che registra un incremento del 34,2%, arrivando a quasi 790 milioni di euro di export. Una performance sostenuta soprattutto dalla forte ripresa dei principali mercati di riferimento, con aumenti negli Stati Uniti (+70,8%), in Polonia (+76,9%), in Spagna (+111,2%) e in Francia (+72,2%).

“Anche Siena contribuisce in modo significativo all’eccezionale risultato della Toscana”, sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena e di Unioncamere Toscana, Massimo Guasconi. “Il settore farmaceutico senese registra in questo inizio 2026 un eccellente incremento delle vendite all’estero del 34,2%, per un valore di circa 790 milioni di euro”.

Più complesso il quadro per altri comparti strategici dell’economia provinciale. La camperistica, secondo settore di specializzazione dell’export senese, registra una flessione del 2,7%, condizionata soprattutto dal calo delle vendite nel Regno Unito, in Belgio e in Svizzera.

Segno meno anche per il vino. Le esportazioni di bevande scendono del 10,8%, con un forte rallentamento negli Stati Uniti (-21%) e in Germania (-10,2%), mentre restano positivi i segnali provenienti da Canada, Svizzera e Regno Unito.

“Viviamo un momento economico del tutto particolare”, osserva Guasconi. “La spinta del polo farmaceutico permette al nostro export di registrare cifre complessive positive. Questo risultato, tuttavia, non deve far passare in secondo piano il rallentamento degli altri principali comparti che si trovano a navigare una fase di assestamento e di complesse dinamiche sui mercati internazionali”.