Fumata nera sui licenziamenti, ma con una data cerchiata in rosso sul calendario: il 18 settembre. Si è chiuso senza accordo il tavolo di crisi convocato dalla Regione Toscana per il calzaturificio Farida di Chiusi, vertenza che coinvolge 17 lavoratrici e lavoratori. Entro quella data l’azienda dovrà decidere se esistono le condizioni per proseguire con il concordato oppure se la situazione si avvierà verso la liquidazione.
Quello in Regione rappresentava l’estremo tentativo di arrivare a un’intesa sulla procedura di licenziamento collettivo. Al confronto hanno partecipato l’unità di crisi regionale, il consigliere delegato per il lavoro Valerio Fabiani, il Comune di Chiusi con il sindaco Gianluca Sonnini, le organizzazioni sindacali e l’azienda con i propri consulenti.
Il risultato è stato un verbale di mancato accordo. Durissima la Filctem Cgil Siena, secondo cui Farida non avrebbe presentato “nessuna proposta di ristoro per i lavoratori, neppur in maniera parziale”. “Purtroppo, come già avevamo ipotizzato due giorni fa”, sottolinea il sindacato, è stato necessario procedere alla mancata intesa.
Un risultato è stato invece raggiunto sul fronte del sostegno al reddito. “Grazie a un lavoro di squadra e in particolare all’intervento dell’organizzazione sindacale, non dovuto, è stato superato lo stallo sull’ammortizzatore sociale”, spiega Fabiani. Resta però la situazione dell’impresa: “Abbiamo preso atto della condizione grave in cui versa l’azienda, che di fatto ha reso impossibile il raggiungimento di un’intesa per la gestione dei licenziamenti”.
La Regione continuerà a seguire la vertenza e ha già attivato gli strumenti di politica attiva previsti dall’Accordo di progetto, con l’obiettivo di favorire la riqualificazione o la ricollocazione dei dipendenti.
Anche il Comune di Chiusi interverrà direttamente. Sonnini ha annunciato una misura sociale di sostegno per le famiglie dei lavoratori coinvolti, pensata per attenuare gli effetti della riduzione del reddito in un periodo segnato anche dalla ripresa delle scuole e dalle relative spese.
La Filctem sottolinea come Regione, sindacato e Comune abbiano messo in campo, sotto forme diverse, risorse a sostegno delle maestranze e accusa invece l’azienda di non aver fatto altrettanto. Il sindacato annuncia che continuerà a seguire gli sviluppi “a tutela dei legittimi interessi dei lavoratori e delle lavoratrici”.
Adesso l’attenzione si sposta sul 18 settembre. Sarà allora che Farida dovrà chiarire quale strada imboccare. Fino a quel momento, assicura Fabiani, proseguirà il monitoraggio delle istituzioni, con Regione, Comune e parti sociali impegnati a tutelare i 17 lavoratori coinvolti.