Mps, Fitch accende il semaforo giallo sul piano Lovaglio: “Rischi significativi”

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Nel risiko bancario attorno a Monte dei Paschi arriva anche il cartellino giallo di Fitch. Le offerte lanciate da Mps su Banco Bpm e Banca Generali, secondo l’agenzia di rating, “aggiungono un significativo rischio di esecuzione” e “affrontano numerosi ostacoli”, mentre il Monte deve ancora integrare Mediobanca.

È ancora “troppo presto” per valutare pienamente le conseguenze sul rating, ma Fitch avverte che il profilo di credito potrebbe finire sotto pressione se i rischi di esecuzione dovessero materializzarsi. Dall’altra parte, nel lungo periodo, un’efficace integrazione dei tre istituti potrebbe produrre benefici attraverso sinergie e maggiore redditività. Resta poi il nodo Banco Bpm: le discussioni con il primo azionista Crédit Agricole vengono definite “difficili”.

Mentre Fitch misura rischi e opportunità, Siena continua a mettere al centro l’integrità della banca. E a La Nazione il sindaco Nicoletta Fabio, tornando sull’incontro romano con il ministro Giorgetti, sottolinea: “Questa non è una battaglia localistica, ma un caso nazionale”. E sull’ipotesi di smembramento aggiunge: “Non può essere polverizzata una realtà che è più della somma dei suoi asset, professionalità, funzioni, forza del marchio e di oltre cinque secoli di storia”.

Il Golden Power resta sullo sfondo. Per Fabio “adesso non è una questione sul tavolo”, ma è un’opportunità che, al momento opportuno, potrebbe tornare d’attualità. L’obiettivo indicato dalla sindaca rimane uno: “Che Banca Mps resti integra, forte e autonoma”.

Sul fronte del lavoro, Fisac Cgil Toscana vede rischi in entrambe le strade. L’operazione Intesa, secondo il sindacato, porterebbe a “un netto smembramento del Gruppo”; ma anche il progetto Mps su Banco Bpm e Banca Generali presenta incognite legate a “duplicazioni di ruoli, sovrapposizioni di reti commerciali, riorganizzazioni”. La Cgil annuncia quindi che adotterà “ogni possibile strumento per la tutela piena dell’occupazione, delle professionalità e del tessuto sociale e produttivo della Toscana”.

Duro anche il Movimento 5 Stelle di Siena, insoddisfatto dell’incontro con Giorgetti. Per il coordinatore provinciale Alessandro Fanetti, il mantenimento del 4,8% del Tesoro “lascia il tempo che trova”: ciò che serviva, sostiene il Movimento, era “strappare un impegno politico al ministro Giorgetti sul Golden Power”.

Sul fronte politico interviene anche il segretario provinciale del Partito Democratico di Siena, Nico Bartalini, che definisce l’incontro con Giorgetti “un primo passo importante”, ma chiede adesso al Governo “garanzie formali e tempestive, non semplici rassicurazioni”. Per il Pd la quota pubblica di Mps “non deve essere ceduta, né in questa fase né in futuro” e devono essere valutati tutti gli strumenti previsti dalla legge per impedire lo smembramento della banca.