La Corte d’appello di Firenze ha pronunciato una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti degli ultimi tre contradaioli ancora coinvolti nel processo: due dell’Onda e uno del Valdimontone.
I tre erano stati condannati nell’aprile 2023 dal Tribunale di Siena al pagamento di una multa di 200 euro ciascuno per i fatti avvenuti dopo la Carriera dell’Assunta, quando si verificarono fronteggiamenti tra contradaioli del Nicchio, del Valdimontone, dell’Onda e della Torre. In primo grado, dopo un lungo procedimento, erano già stati assolti con formula piena 27 contradaioli, mentre per gli altri tre era arrivata la condanna. La Procura aveva chiesto pene pecuniarie comprese tra 215 e 600 euro per 29 imputati. Altri contradaioli della Torre avevano invece definito la propria posizione attraverso un rito alternativo. Con la decisione pronunciata oggi a Firenze si chiude anche il procedimento d’appello per gli ultimi tre imputati. Il proscioglimento è legato all’intervenuta prescrizione del reato di rissa aggravata e non costituisce dunque un’assoluzione nel merito. Sono molto soddisfatto perché anche per gli ultimi due contradaioli dell’Onda è arrivata la sentenza di non doversi procedere. Si conclude così una vicenda giudiziaria che li riguardava dal lontano 2015. Con quest’ultimo provvedimento scende definitivamente il sipario sui fatti dell’agosto di quell’anno”, così l’avvocato Alessandro Betti, legale dei due contradaioli dell’Onda.
Soddisfazione anche da parte dell’avvocata Michela Guerrini, che ha assistito il contradaiolo del Valdimontone, pur con una riflessione che va oltre l’esito giudiziario. “Certamente, se ci fosse stata l’opportunità di verificare anche nel merito se la questione fosse fondata o meno, sarebbe stata una cosa rischiosa, perché difficilmente la Corte d’appello avrebbe ribaltato il verdetto di primo grado”.
Per Guerrini, tuttavia, la vicenda lascia un segno nel rapporto tra le tradizioni del Palio e le conseguenze giudiziarie di determinati comportamenti: “Questo segna un punto a sfavore di chi ha sempre tenuto a cuore la festa del Palio, perché significa che da ora in poi anche quella che per noi era normale, la scazzottata di fine Palio, oggi non lo è di sicuro. Ci sono anche altri processi in corso – aggiunge – ma chi è cresciuto vivendo il Palio in un certo modo dovrà sicuramente vederlo e viverlo diversamente”.
MC