Galoppatoio di Pian delle fornaci, dal Comune via all’iter per una concessione quinquennale

Il comune di Siena procederà all’individuazione, tramite procedura pubblica, di un soggetto interessato alla concessione del galoppatoio comunale di Pian delle fornaci per cinque anni. Lo stabilisce un atto di indirizzo approvato questa mattina, giovedì 28 marzo, dalla giunta comunale su proposta dell’assessore all’edilizia sportiva Lorenzo Loré.

Nel documento si legge che “la concessione in oggetto avrà luogo per un periodo di cinque anni” e che “avverrà a fronte del pagamento di un canone minimo pari a 50mila euro oltre Iva”. I concorrenti “dovranno produrre sia una proposta gestionale e relativo piano economico finanziario che una relazione comprovante l’esperienza e il radicamento territoriale, il piano delle migliorie e relativo cronoprogramma”. Nell’atto di indirizzo si specifica che “è riservato al comune di Siena il diritto di far uso dell’impianto per manifestazioni o altri usi nel limite di trenta giornate all’anno; per tali utilizzazioni il concessionario dovrà garantire il funzionamento dei servizi richiesti con proprio personale, senza alcun onere per il comune di Siena”. Il soggetto economico interessato alla gestione “dovrà assicurare la valorizzazione dell’immobile, ma anche la sostenibilità nell’utilizzo di detti spazi, quest’ultima intesa non solo dal punto di vista ambientale, ma anche come massima inclusione delle realtà locali operanti nel settore ippico, dei diversi target e dei molteplici portatori di interesse”.

Nel dicembre del 2014 l’impianto ippico di Pian delle fornaci, di proprietà comunale, a seguito di avviso pubblico era stato affidato in concessione alla società Pian delle Fornaci srl. Questa concessione è in scadenza, per cui occorre individuare un nuovo gestore. La struttura, per le sue caratteristiche, è idonea alle attività di allenamento al galoppo e gare non ufficiali (con esclusione delle corse di calendario ufficiale redatto dal Ministero delle politiche Agricole, alimentari e forestali, per le quali non è omologato) e per il ricovero dei cavalli. Il documento evidenzia come sia “interesse primario dell’amministrazione sfruttare interamente l’impianto per le sue potenzialità, garantendo, nel contempo, l’interesse dei proprietari dei cavalli a fruire pienamente dell’unico impianto cittadino che consente allenamenti a galoppo e quello dell’intera comunità ad impedire il deterioramento dell’opera, realizzata con risorse pubbliche, per mancato utilizzo e abbandono”.

Le caratteristiche strutturali dell’impianto ne impediscono la classificazione come “ippodromo”, non potendo ospitare le corse del calendario ufficiale del Ministero con i servizi collegati (premi per i vincitori, totalizzatore delle scommesse, strutture e servizi specifici per il pubblico), e a norma di legge non può essere qualificato come impianto sportivo. Per questo, specifica l’atto di indirizzo, “sarà applicata, per l’affidamento in concessione, la disciplina contenuta nel ‘Regolamento per la valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale’ approvato con deliberazione del Consiglio Comunale numero 180 del 12 luglio 2016, come modificata con deliberazione del Consiglio comunale numero 13 del 30 gennaio 2018”.