Ha cent’anni ma non va in pensione: il serbatoio di Vico Alto compie il secolo e distribuisce acqua a 22mila utenze
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Ventiduemila utenze, 280 chilometri di rete e più di 5,5 milioni di metri cubi d’acqua distribuiti ogni anno. Ha cent’anni, ma il serbatoio di Vico Alto è ancora uno dei luoghi dove passa il presente di Siena. Inaugurato nel 1926, l’impianto è stato celebrato da Comune e Acquedotto del Fiora con una targa che ne ricorda il secolo di attività.
Il serbatoio ha una capacità di compenso di 5mila metri cubi e raccoglie l’acqua proveniente dalle dorsali del Vivo e dai pozzi del Luco. Numeri che spiegano perché il centenario non sia soltanto una ricorrenza storica.
“Quando fu realizzato, nel 1926, rispondeva alle esigenze di una città che stava cambiando e crescendo – ha ricordato la sindaca Nicoletta Fabio –. Oggi, cento anni dopo, possiamo riconoscere il valore e la lungimiranza di quell’opera, che ha accompagnato lo sviluppo di Siena garantendo nel tempo un servizio essenziale alla comunità”.
È anche un altro capitolo del lunghissimo rapporto tra Siena e l’acqua. Una città senza grandi corsi d’acqua che nei secoli ha costruito Bottini e fonti e che, tra Ottocento e Novecento, cercò sull’Amiata la risposta alle proprie necessità.
Il progetto del serbatoio porta la firma dell’ingegner Luciano Conti e risale al 1905, anche se difficoltà economiche e progettuali ne ritardarono la realizzazione. Nel 1924 intervenne Mario Vanni con un ridimensionamento dell’opera e due anni dopo arrivò l’inaugurazione.
La pagina più drammatica è datata 28 giugno 1944, quando l’esercito tedesco in ritirata minò diversi apparati e rese il serbatoio inservibile. Seguì la ricostruzione, completata e collaudata nel 1948 dall’ingegner Andrea Mascagni.
“È un prezioso tesoro d’acqua a servizio della città”, ha sottolineato il presidente di Acquedotto del Fiora Roberto Renai, ricordando anche il valore dell’intero Acquedotto del Vivo, capace di portare dalle sorgenti dell’Amiata fino a Siena l’acqua che la città aveva cercato per secoli.
E proprio mentre si celebrano i primi cento anni, la questione dell’acqua cambia ancora. Cambiamento climatico, disponibilità della risorsa e sostenibilità spostano la sfida sul futuro. Per Renai l’impegno è quello di salvaguardare l’opera e la risorsa idrica “per il benessere della comunità e del territorio, guardando al futuro e alle nuove generazioni”.