Oggi, 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, è valsa la pena partire da una domanda: quanto è facile chiedere aiuto senza sentirsi giudicati?
Viviamo in una società che ci invita continuamente a essere autonomi, efficienti, capaci di risolvere i problemi. Qualità preziose, fino a quando non diventano un obbligo: dovercela fare sempre, qualunque cosa accada. A quel punto, riconoscere una difficoltà può essere vissuto come una sconfitta. E il tentativo di dimostrare di stare bene rischia di assorbire proprio le energie che servirebbero per cominciare a stare meglio.
Nascondere il proprio disagio può sembrare una soluzione ragionevole. Permette di evitare domande, preservare un’immagine di sé, sottrarsi all’imbarazzo. Nell’immediato può persino dare sollievo.
Il problema nasce quando quella protezione diventa una prigione. Più ci imponiamo di apparire capaci di farcela, più diventa difficile ammettere una difficoltà. Più evitiamo di parlarne, più ci troviamo soli ad affrontarla. In una prospettiva psicologica strategica, è proprio questo il punto da osservare: una tentata soluzione, ripetuta nel tempo, può contribuire a mantenere il problema che vorrebbe risolvere.
Da queste riflessioni è nata “Lions in Piazza – La mente conta: salute fisica e mentale, insieme”, l’iniziativa che oggi il Lions Club Siena ha proposto in Piazza Indipendenza. L’evento ha ricevuto il patrocinio del Comune di Siena, dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Siena e dell’Ordine degli Psicologi della Toscana. Erano presenti la Misericordia di Siena e la Società della Salute, oltre ad associazioni attive sul territorio, come l’Associazione per l’autismo il Piccolo Principe, Riabilita e la Riuscita Sociale.
La scelta della piazza ha avuto un significato preciso. È un luogo che si attraversa senza appuntamento, dove ci si può fermare per curiosità, fare una domanda, raccogliere un’informazione. Può offrire un primo contatto anche a chi avverte una difficoltà, ma esita ancora a rivolgersi a un professionista.
Durante la giornata, professionisti sanitari (psicologo, sessuologo, pediatra, ginecologo, oncologo, cardiologo) sono stati a disposizione dei cittadini per informazioni, confronto e orientamento. Il Camper della Salute è stato a disposizione per screening gratuiti per la prevenzione del diabete e per la raccolta degli occhiali usati, destinati a ridare la vista a persone che non possono permettersi un paio di occhiali. Queste iniziative hanno affiancato le attività dedicate al benessere psicologico e all’ascolto delle testimonianze di chi opera nel territorio.
Fin dalla mattina sono stati esposti quadri realizzati per l’occasione dall’artista senese Sara Cafarelli, mentre nel pomeriggio la piazza è stata arricchita dalle bolle di sapone, come metafora della leggerezza: un invito a trovare, anche nell’incontro con temi difficili, uno spazio per la curiosità, la bellezza e il piacere di stare insieme.
La giornata in piazza ha offerto l’opportunità di riconoscere un bisogno, conoscere le possibilità di sostegno e trovare il coraggio di compiere un primo passo. È questo il senso di una prevenzione vicina alla vita quotidiana: rendere più semplice l’incontro tra una domanda, talvolta ancora incerta, e qualcuno capace di accoglierla.
La salute mentale riguarda anche il modo in cui abitiamo le nostre relazioni. La possibilità di dire “sto facendo fatica” a un familiare, a un amico, a un insegnante. La disponibilità di qualcuno a prendere sul serio quelle parole.
Una comunità attenta non può eliminare ogni sofferenza. Può evitare di aggiungervi l’indifferenza, il giudizio o l’esclusione.
La giornata ha voluto partire proprio da qui. Da una piazza, da un incontro, da una conversazione che forse aspettava da tempo di cominciare.
Perché la mente conta. E quando qualcuno trova il coraggio di raccontare la propria fatica, conta molto sentirsi rispondere: “Ti ascolto”.