La pace non comincia quando tacciono le armi, ma quando gli uomini smettono di considerare la guerra una soluzione. È da questa riflessione che prende le mosse il volume di Papa Leone XIV “Disarmata e disarmante. La pace è un dono”, che sarà presentato a Siena domani, venerdì 30 ottobre, alle ore 18, nella Sala d’Onore del Palazzo Arcivescovile, in piazza del Duomo 5.
L’iniziativa è promossa dall’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e vedrà gli interventi del cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, e di Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena. A moderare l’incontro sarà Orlando Pacchiani, caposervizio de La Nazione. Sarà presente anche Alessandro Banfi, curatore del volume.
Il libro è la prima antologia che raccoglie diversi interventi di Papa Leone XIV dedicati alla pace, a partire dalla sua elezione, avvenuta l’8 maggio 2025. Una riflessione che si inserisce in uno scenario internazionale segnato da conflitti e tensioni, quella che Papa Francesco aveva definito una “Terza guerra mondiale a pezzi”.
Il messaggio del Pontefice è un invito a fare della pace un impegno personale e collettivo. Leone XIV chiede infatti che “ciascuno faccia della pace la causa della propria vita”, richiamando la responsabilità di ogni individuo nella costruzione di un mondo libero dalla violenza.
Nell’introduzione al volume, Papa Prevost pone una domanda sul futuro stesso dell’umanità : “La specie umana deve continuare ad abitare la Terra?”. Un interrogativo che nasce dalla preoccupazione per la combinazione tra dominio cibernetico e riarmo globale, considerata una minaccia per la sopravvivenza dell’uomo.
La riflessione del Pontefice, tuttavia, non si limita ai rapporti tra gli Stati. La guerra, sottolinea, nasce anche nei comportamenti quotidiani, quando prevalgono il risentimento e la vendetta, quando il perdono viene rifiutato e la forza prende il posto del dialogo.
È una responsabilità che riguarda anche il linguaggio e la politica: le parole possono costruire ponti oppure innalzare muri, mentre la diplomazia e il confronto rappresentano l’alternativa alla logica della sopraffazione.
Al centro del volume c’è quindi il disarmo, indicato da Leone XIV come strada necessaria per garantire un futuro all’umanità . Non soltanto la rinuncia alle armi, ma anche il superamento di quella cultura del conflitto che alimenta divisioni e ostilità .
Le pagine di “Disarmata e disarmante. La pace è un dono” propongono così una riflessione rivolta a credenti e non credenti, nella convinzione che la pace non possa essere affidata esclusivamente alle decisioni dei governi, ma debba diventare una responsabilità condivisa.
Un messaggio che arriverà a Siena attraverso il confronto tra il cardinale Lojudice, Tomaso Montanari e il curatore Alessandro Banfi, in un incontro dedicato a uno dei temi più urgenti del nostro tempo.