La Resistenza diventa voce: lettura collettiva all’Università per Stranieri con Jasmine Trinca
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La Resistenza passa dalle parole. E all’Università per Stranieri di Siena diventa voce collettiva.
Nell’aula magna Virginia Woolf si è tenuta la lettura condivisa del romanzo “L’Agnese va a morire” di Renata Viganò, nel cinquantesimo anniversario della morte dell’autrice.
Un racconto a più voci che ha coinvolto studenti, docenti e ospiti, tra cui il rettore Tomaso Montanari, la presidente dell’ANPI provinciale Silvia Folchi e l’attrice Jasmine Trinca.
“Abbiamo pensato di costruire un laboratorio di comunità, cioè di voci. Abbiamo messo insieme un gruppo molto eterogeneo di studenti, docenti e persone che fanno parte dell’Università”, spiega la docente dell’ateneo.
Attraverso il romanzo spazio anche al punto di vista delle donne e delle persone comuni durante la guerra, con un richiamo al 1946, anno del voto femminile.
“La memoria non è soltanto ricordo, è qualcosa che ci accompagna continuamente. Penso sia importante esserci, per la nostra storia e per chi ci ha dato la libertà”, le parole di Jasmine Trinca.
Al termine è stata inaugurata un’installazione con i resti del relitto della strage di Cutro, per unire memoria storica e attualità.
“Questa vuole essere una giornata corale, come lo è stata la Liberazione, in un momento in cui quel progetto rischia di essere disatteso”, così infine Tomaso Montanari.
Un capolavoro della letteratura resistenziale, scritto da una donna e con una donna protagonista, a ricordare anche il ruolo femminile nella nascita della democrazia italiana.