La creatività unica e geniale di Michelangelo Pistoletto ad Assisi, in una grande mostra che approfondisce il rapporto tra arte, spiritualità e responsabilità sociale, mettendo in dialogo alcune delle opere più significative dell’artista.
Un’esposizione unica – intitolata “Franciscus. Fratello in arte”, dal 24 aprile al 4 ottobre nella suggestiva Rocca Maggiore – che prende avvio da un gesto radicale di Pistoletto: la proclamazione di Papa Francesco come “Primo Santo dell’Arte”. Non si tratta di un atto religioso, ma di un’azione interna al linguaggio dell’arte, che riconosce in Francesco una figura capace di trasformare la vita in opera e la spiritualità in responsabilità condivisa. Un progetto inedito, che abbraccia Assisi e la storia di San Francesco, nell’ottavo centenario della morte.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Assisi, prodotta da Opera Laboratori, in collaborazione con Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Galleria Continua e con il patrocinio della Regione Umbria. La mostra è curata dallo stesso autore. Padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero Vaticano per la cultura e l’educazione, ha dato un contributo alla riflessione sul tema dell’ultima innovativa creazione del maestro Pistoletto.
La nuova opera e la proclamazione “Primo Santo dell’Arte” nasce dalla lettura della croce pettorale del pontefice come “paesaggio spirituale”, in cui il simbolo si apre a un orizzonte di relazione fondato su cura, pace e armonia. In questo senso, Papa Francesco viene riconosciuto come “fratello in Arte”, figura esemplare di una pratica della vita come atto creativo.
Attorno a questo nucleo si articolano opere che attraversano da decenni la ricerca di Pistoletto: Il tempo del giudizio, conTatto, il Terzo Paradiso e Le Bandiere delle religioni. In esse, l’artista sviluppa un linguaggio capace di unire differenze, mettendo in relazione sistemi culturali, spirituali e sociali apparentemente distanti. Le opere della serie Segno Arte – Stella di David, Metroquadrato d’infinito – Stella islamica, Rotazione dello specchio – Indù, Specchio trinamico della Trinità – Cristianesimo e Metrocubo d’infinito, traducono simboli religiosi e geometrie universali in forme aperte, riflettenti e condivise. Lo specchio, elemento centrale nella pratica di Pistoletto, si configura come interfaccia tra realtà e rappresentazione, attivando lo spazio dell’opera come luogo di partecipazione e includendo lo spettatore in un processo di trasformazione.
Al centro del percorso c’è il simbolo del Terzo Paradiso, che diventa orizzonte comune di dialogo, equilibrio e co-creazione, rappresentando l’incontro tra le fedi e le culture del mondo, passate e presenti. La mostra si configura così come un viaggio attraverso la storia delle religioni e delle filosofie, dove l’arte agisce come strumento di armonia e mediazione culturale, invitando il pubblico a riflettere sulla possibilità di un futuro condiviso. Una serie di materiali fotografici ed esplicativi sulla storia del Terzo Paradiso dialogano con l’opera permanente collocata nei primi anni Duemila nel Bosco di San Francesco ad Assisi, che si può vedere dalla Torre Poligonale, il punto più alto della Rocca Maggiore, creando un legame tra interno ed esterno e offrendo al visitatore un’esperienza immersiva unica, che unisce meditazione, riflessione e percezione visiva in un percorso coerente e coinvolgente.
La mostra culmina nell’installazione video della santificazione artistica di Papa Francesco: un atto performativo che rende la proclamazione un’esperienza collettiva, restituendola alla dimensione relazionale dell’arte.
“Per me – afferma Michelangelo Pistoletto – in questo luogo che risuona del nome di Francesco, la mostra abbraccia la storia del Santo celebrandone l’ottocentesimo anno dalla morte. E, contemporaneamente, il primo anno dalla morte di Papa Bergoglio che ha voluto riportare in vita, con la propria vita, la persona di Francesco. La santificazione artistica unisce dunque quella nuova di Papa Francesco a quella antica del Fraticello di Assisi”.
Per il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, si tratta di “una mostra di grande spessore, che rilancia i valori francescani attraverso l’arte e il genio di uno degli artisti contemporanei più amati. Un evento che arricchisce le celebrazioni dell’ottavo centenario e conferma il ruolo di Assisi come città di pace e dialogo”.
Sul valore simbolico dell’iniziativa interviene anche padre Antonio Spadaro: “Papa Francesco è stato fratello in arte nell’intera vita trascorsa e anche dopo la vita, lasciando con la sua tomba un segno che è testimonianza del suo pensiero. Il nome “Franciscus” inciso sulla pietra diventa riconoscimento di una fratellanza che unisce vita, arte e spiritualità”.
“Con questo progetto – sottolinea infine Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori – abbiamo voluto creare un dialogo tra arte contemporanea, spiritualità e identità del territorio, valorizzando uno spazio storico straordinario come la Rocca Maggiore e offrendo al pubblico un’esperienza partecipativa e immersiva”.
La mostra culmina in un’installazione video dedicata alla “santificazione artistica” di Papa Francesco, restituendo al pubblico un’esperienza collettiva che invita a riflettere sul ruolo dell’arte come strumento di dialogo, responsabilità e trasformazione.